Attualità

Centri per uomini autori di violenza, dalla Regione 500mila euro alle strutture sul territorio

Prevenire e contrastare la violenza contro le donne, accompagnando gli uomini che di quella violenza sono responsabili in un percorso di consapevolezza e assunzione di responsabilità.

È l’obiettivo dei Centri per uomini autori di violenza (Cuav) che la Regione Emilia-Romagna, pioniera in Italia, sostiene dal 2011 con il primo Centro pubblico nato all’interno del Consultorio dell’Azienda Usl di Modena.

Realtà che svolgono un’importante azione di sensibilizzazione e prevenzione a livello culturale, oltre a mettere in atto azioni di recupero dei soggetti responsabili di violenza di genere.

La Giunta regionale ha approvato il riparto delle risorse nazionali, che per l’Emilia-Romagna ammontano complessivamente a oltre 500mila euro e che serviranno a supportare i servizi svolti dai Centri sia pubblici che privati, presenti sul territorio. Attualmente sono attivi in Regione 15 centri, di cui sette pubblici, gestiti dalle Aziende sanitarie locali, e otto privati, gestiti da enti del terzo settore, con sedi diffuse su tutto il territorio regionale.

“Questi centri rivolti agli uomini autori di violenza completano la rete di accoglienza delle vittime che quella violenza la subiscono e sostengono gli interventi di prevenzione del fenomeno- dice l’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni-. Sono presìdi fondamentali sul territorio per aiutare gli uomini che vogliono cambiare i propri comportamenti. Bene, dunque, la decisione del Governo di riprendere il finanziamento di queste realtà dopo la significativa riduzione delle risorse messe a disposizione lo scorso anno”.

Secondo i dati dell’Osservatorio regionale contro la violenza di genere, il numero degli uomini in percorso è in costante aumento nell’ultimo triennio, ed è passato dai 537 del 2021, ai 713 del 2022 e agli 893 del 2023 (ultimo dato disponibile).

I Cuav in Emilia-Romagna sono presenti in tutte le province: a Piacenza, Centro LDV Ausl di Piacenza (pubblico); CIPM Emilia Centro italiano per la promozione della mediazione (terzo settore).

Una rete capillare sul territorio, a cui si affiancano i 23 centri antiviolenza e le 56 case rifugio in cui le donne in difficoltà trovano risposte concrete alle loro richieste di aiuto, anche in situazioni di emergenza, e che contribuisce a prevenire e contrastare la violenza di genere. 

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