Questa mattina il Questore Ivo Morelli ha sottoscritto con il Presidente del CIPM Emilia Impresa Sociale 142, Silvia Merli, il rinnovo del protocollo Zeus della durata di due anni dalla data della sottoscrizione.
Il protocollo Zeus, così chiamato per ricordare “il primo maltrattante della storia” (evocando il potere e le modalità di dominio poste in essere dal dio greco Zeus nelle relazioni), è un protocollo operativo utilizzato sin dal 2018 dalla Polizia di Stato.
Riguarda nello specifico i soggetti raggiunti da un provvedimento di ammonimento e si pone l’obiettivo di prevenire la violenza contro le donne, rafforzando la consapevolezza degli uomini e dei ragazzi, nel processo di eliminazione della violenza e nella soluzione dei conflitti nei rapporti interpersonali. Un processo che ruota intorno a un percorso di recupero trattamentale, su base volontaria e gratuita.
Si propone infatti di promuovere lo sviluppo e l’attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva.
Nel corso del 2024 sono state 32 le persone destinatarie del provvedimento di ammonimento a cui il personale della Divisione Anticrimine ha informato della presenza di un percorso di recupero previsto con il CIPM, di cui 24 si sono presentati al primo colloquio. Dei 17 che invece hanno completato tutto il percorso previsto, nessuno è incorso in casi di recidiva.
Attraverso un’attività condivisa e potendo contare il CIPM su un’equipe di lavoro interdisciplinare composta da diverse tipologie di professionisti come criminologi, avvocati, psicoterapeuti e mediatori, quest’anno, con la sottoscrizione del protocollo, si è prevista la possibilità di informare sull’esistenza e le opportunità offerte da tali centri di specializzazione, anche i minori autori di atti di bullismo e cyberbullismo, per intraprendere un percorso trattamentale, volto alla rieducazione e, nel caso specifico, trattandosi di giovanissimi protagonisti di episodi che manifestano un forte disagio, l’intento è di evitare che le loro condotte possano degenerare, sfociando in atti di violenza più gravi, portandoli a capire la causa dei propri errori e cercando di correggerli, con maggiore consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze che arrecano.
Nel caso dei minori l’adesione al percorso trattamentale è subordinata alla volontà di almeno un genitore -entrambi in caso di genitori non coniugi o separati/divorziati-o altra persona esercente la responsabilità genitoriale.
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