Economia

Via libera della Camera al decreto ColtivaItalia, soddisfatta Coldiretti: “Semplificazione e valorizzazione del Made in Italy”

Il D.D.L. accoglie molte richieste di Coldiretti su semplificazione, contratti e lotta all’italian sounding fatto in Italia.

L’approvazione del ColtivaItalia rappresenta un segnale importante di attenzione verso il mondo agricolo e un passo concreto per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, con oltre 1 miliardo di euro di fondi per sostenere le produzioni, dall’olio agli allevamenti, e fermare lo scandalo dell’italian sounding fatto in Italia che sottrae 20 miliardi al reddito degli agricoltori, a danno della salute dei cittadini, che finiscono nelle tasche dei trafficanti delle filiere produttive e di una parte delle industrie senza scrupoli.

È quanto afferma Coldiretti Piacenza nell’esprimere soddisfazione per il via libera della Camera al disegno di legge proposto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il d.d.l. recepisce molte delle richieste della principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, dalla semplificazione burocratica al rafforzamento dei contratti di filiera, dal sostegno ai giovani e all’innovazione fino agli interventi per l’olivicoltura, la zootecnia e la ricerca.

Visto anche il momento difficile in cui si trovano le imprese, tra danni da clima e aumento dei costi, è ora fondamentale arrivare rapidamente al passaggio decisivo e all’approvazione definitiva in Senato.

Coldiretti Piacenza: “Una risposta importante”

Arriva puntuale il commento di Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza:

«L’approvazione alla Camera rappresenta sicuramente una risposta importante per valorizzare le produzioni Made in Italy e, in questo contesto, anche quelle piacentine. Il frumento e i cereali costituiscono un’importante fetta delle produzioni piacentine, con un valore strategico sia a favore della zootecnia sia per la produzione in sé. Si tratta di comparti che hanno assolutamente bisogno di essere valorizzati in un periodo in cui speculazione e prezzi stanno veramente mettendo a dura prova i nostri produttori».

L’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che impiega strumenti scientifici avanzati come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica per verificare l’origine delle produzioni, costituisce un passo avanti decisivo nella trasparenza delle filiere agroalimentari rispetto alle truffe e alle speculazioni messe in atto dai trafficanti che minacciano la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Controlli che – sottolinea Coldiretti Piacenza – devono ora valere come prove in giudizio nei procedimenti.

La linea vacca-vitello

Nella stessa direzione va la decisione di sostenere la linea vacca-vitello, destinando ulteriori risorse per 300 milioni a un modello allevatoriale italiano che rappresenta un’eccellenza sotto il profilo della sostenibilità e che andrà a beneficiare anche dell’istituzione della Banca dati unica zootecnica presso il Ministero della Salute, con l’inserimento nel Sian del fascicolo zootecnico. Un passo fondamentale che garantirà semplificazione nella gestione dei dati degli allevamenti e pagamenti più rapidi dei contributi alle aziende.

Tra le altre novità più rilevanti del provvedimento c’è il rafforzamento del ruolo dei Centri autorizzati di assistenza agricola, chiamati a svolgere un ruolo centrale nella semplificazione amministrativa. Per tutte le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali, le istruttorie saranno affidate ai C.A.A., consentendo di snellire le procedure, ridurre gli oneri burocratici e accelerare in modo significativo i tempi di risposta alle imprese agricole.

Investire sui contratti di filiera

Positiva anche la scelta di investire sui contratti di filiera, fondamentali per valorizzare le produzioni 100% italiane, rafforzare la sovranità alimentare e assicurare una più equa distribuzione del valore. Gli accordi pluriennali offrono maggiore stabilità al reddito delle imprese agricole, favoriscono gli investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione e rafforzano l’intero sistema agroalimentare nazionale.

Un altro risultato di rilievo riguarda il rafforzamento della disciplina contro le pratiche commerciali sleali, una storica battaglia di Coldiretti. Le nuove disposizioni rendono più rapido il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati e rafforzano gli strumenti di tutela per garantire rapporti più equi lungo la filiera agroalimentare. Semplificazione anche sul versante lavorativo. Come richiesto da Coldiretti, la formazione obbligatoria sulla sicurezza per gli operai addetti a mansioni semplici potrà iniziare dopo l’assunzione o l’avvio del lavoro e dovrà essere completata entro 30 giorni (o entro un termine proporzionato nei rapporti più brevi).

Innovazione tecnologica

Importante anche l’attenzione riservata all’innovazione tecnologica, con risorse destinate all’agromeccanica di precisione, all’intelligenza artificiale, alla sensoristica avanzata e alla meccatronica. Un intervento che si inserisce nel percorso già avviato da Coldiretti Next con il Polo Digitale realizzato nell’ambito del Pnrr, che ha promosso il primo grande censimento del livello di digitalizzazione delle imprese agricole italiane, coinvolgendo circa diecimila aziende.

Per favorire il ricambio generazionale sono particolarmente significative le misure che facilitano l’accesso al credito e alla terra per i giovani imprenditori agricoli, con 150 milioni di euro dedicati, intervenendo su due dei principali ostacoli che, insieme alla burocrazia, limitano l’ingresso degli under 40 nel settore.

Tra le altre misure, viene estesa alle imprese agricole la possibilità di svolgere attività di ospitalità nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo, ampliando le opportunità di reddito e la valorizzazione dei territori. Prorogati inoltre i termini per l’adeguamento al deflusso ecologico dei corsi d’acqua. Viene chiarito che la denominazione “aceto” può essere utilizzata solo per prodotti ottenuti da materie prime agricole, rafforzando la trasparenza verso i consumatori. La normativa contro lo spreco alimentare viene estesa anche alle eccedenze florovivaistiche e orticole destinate alla donazione, mentre le quotazioni delle Commissioni Uniche Nazionali (Cun) diventano parametro di riferimento per l’erogazione di contributi alle imprese agroalimentari.

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