Il PUG prevede che la Pertite diventi un parco pubblico e questa amministrazione intende collaborare con l’Associazione Parco Pertite Piacenza e con Legambiente. Così l’assessore all’Urbanistica, Adriana Fantini. In consiglio comunale, infatti, si è discusso del PUG (Piano urbanistico generale) e il tema principale è stato quello del verde, Pertite in primis. Una giornata importante: non a caso Legambiente e l’associazione hanno prima allestito un sit-in piazzetta Mercanti, poi una delegazione ha raggiunto la sala consiliare.
“Un momento davvero molto importante perché sui banchi del consiglio comunale è arrivata un’osservazione nata dalla volontà e dall’impegno di migliaia di cittadini che da anni chiedono che l’area ex militare della Pertite diventi un parco. La raccolta firme a sostegno dell’osservazione è solo l’ultima di tutta una serie di iniziative che dovrebbe dirla lunga su quanto i cittadini di Piacenza siano fortemente in apprensione per le sorti del parco. Sì perché ormai, nel sentire comune della gente, la Pertite non è più un ex area militare ma è un parco in cui da anni le persone aspettano di poter entrare per viverlo a pieno”.
Chiediamo che il Comune istituisca un tavolo Tecnico con Ministero della difesa e Demanio teso a definire un percorso idoneo al raggiungimento dell’obbiettivo ossia che tutta l’area venga acquisita (anche a stralci) e venga destinata interamente a parco.
Che venga redatto un progetto di massima partecipato dai cittadini da presentare ai soggetti interessati per iniziare ad inquadrare le varie questioni da affrontare per la sua realizzazione
Che la realizzazione del Parco venga inserito tra le priorità (progetti bandiera) di questa e delle prossime amministrazioni che si troveranno a governare la città secondo i dettami del PUG in discussione in questi mesi.
Adriana Fantini ha ribadito che «il Pug garantisce che l’area rimarrà a verde pubblico» e ne pianifica la destinazione a parco urbano. Oggi, ha osservato l’assessore, la Pertite è «un’area non accessibile, un vero e proprio buco nero»: l’obiettivo indicato dal Piano è farne un elemento di “ricucitura urbana” attraverso il verde, mettendo in collegamento i quartieri che oggi si affacciano sul muro che delimita il compendio militare.
L’assessore ha poi ricordato i passi compiuti dall’amministrazione nei rapporti con il Ministero della Difesa. Dopo un incontro con i rappresentanti dell’Associazione Parco Pertite, il Comune aveva chiesto l’apertura di un tavolo al quale partecipasse anche l’associazione. Una possibilità respinta dalla Difesa, che il 6 luglio ha comunicato l’opportunità di riservare i tavoli istituzionali alle sole amministrazioni interessate. «Questo non fermerà la nostra determinazione a portare avanti l’interlocuzione per conto dell’associazione e di tutta la nostra comunità», ha assicurato Fantini. L’assessore ha inoltre ricordato la richiesta avanzata dalla Difesa per la documentazione necessaria alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra nell’area: il Comune, ha spiegato, ha prodotto gli atti necessari «per provare ad impedire che ciò possa accadere».
Dal consigliere di Piacenza Coraggiosa Matteo Anelli è arrivata invece la proposta di calendarizzare periodicamente nelle commissioni consiliari un momento dedicato alla Pertite, così da verificare lo stato del percorso, le interlocuzioni in corso, le risorse disponibili e gli ostacoli ancora da superare. «La Pertite non può essere un progetto di una sola amministrazione, deve essere un progetto della città», ha sottolineato, chiedendo il coinvolgimento di comitati, associazioni, ambientalisti e cittadini. Secondo Anelli, inoltre, l’eventuale realizzazione del parco per stralci dovrebbe essere preceduta da un progetto generale, per evitare «una somma di interventi senza costruire davvero un grande parco». E, qualora il passaggio periodico in commissione non fosse sufficiente, il consigliere ha prospettato per il futuro anche una sede consiliare permanente dedicata alla Pertite.
Più critica Sara Soresi di Fratelli d’Italia, che ha rilevato quella che considera una contraddizione tra le rassicurazioni sulla futura destinazione a parco e alcune formulazioni contenute negli atti, oltre a contestare la concretezza del percorso intrapreso per arrivare alla disponibilità dell’area. «Un parco non nasce dalla semplice classificazione urbanistica», ha affermato: servono, secondo la consigliera, passaggi concreti per acquisire l’area, renderla disponibile, bonificarla, progettarla e infine restituirla ai cittadini. Soresi ha inoltre richiamato le precedenti richieste di un tavolo tecnico tra Comune, Demanio e Ministero della Difesa, sostenendo che sulle interlocuzioni istituzionali restino ancora «troppi punti interrogativi». «Non bastano le diciture sul Pug – ha concluso – ma soprattutto serve coerenza tra quello che si dice alla città e quello che si scrive negli strumenti urbanistici».
Patrizia Barbieri, della civica di centrodestra, ha spostato invece l’attenzione più in generale sulla pianificazione del verde, chiedendo all’amministrazione maggiore incisività. In particolare ha richiamato la proposta dell’Ordine degli Architetti di un piano del verde di breve periodo, che definisca prescrizioni, tempi e risorse per il verde pubblico e privato e per la mitigazione delle isole di calore. «Rispondere così che cosa significa? Che di questo piano più concreto di breve periodo non se ne fa niente?», ha domandato.
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