Attualità

Comitato Donna Vita Libertà: “Sostegno alla mobilitazione contro il regime dittatoriale della Repubblica Islamica”

Il Comitato Donna Vita Libertà di Piacenza intende esprimere il proprio sostegno alla grande mobilitazione di piazza che, a distanza di più di tre anni dall’uccisione di Jina Mahsa Amini, vede nuovamente migliaia di iraniane e iraniani manifestare in strada, nei mercati e nelle Università contro il regime dittatoriale della Repubblica Islamica.

La nota del Comitato Donna Vita Libertà di Piacenza

Da domenica 28 dicembre 2025 centinaia di commercianti, lavoratori, studenti, pensionati, giovani iraniane e iraniani protestano in diverse città contro il governo degli Ayatollah saldamente al potere da quasi 50 anni. Governo che non solo non è stato e non è in grado di gestire i più urgenti e gravi problemi che attanagliano la popolazione, ma è a sua volta causa di gravi ingiustizie e privazioni.

Parliamo dei pesanti problemi economici, sociali, ambientali, ma soprattutto della gestione arbitraria della giustizia, dell’apartheid di genere, e della discriminazione politica e civile non solo delle donne ma anche delle minoranze etniche, linguistiche e religiose, e della continua violazione dei più basilari diritti umani.
Il Comitato esprime solidarietà alle donne iraniane e all’intero popolo iraniano, di cui condivide ragioni e finalità delle proteste, e auspica che il cammino verso la libertà e il futuro sistema democratico del paese possa essere conquista esclusiva e conseguente alle proteste popolari di piazza.

Il Comitato Donna Vita Libertà di Piacenza è da sempre contrario ad ogni forma di intervento e/o aggressione militare da parte di Stati esteri, nell’assoluto rispetto del diritto internazionale vigente.
Il nostro Comitato ha sempre sostenuto l’autodeterminazione del popolo iraniano e nel corso delle sue attività ha più volte sollecitato l’intervento diplomatico delle istituzioni italiane ed europee (in primis) nei confronti del Repubblica Islamica dell’Iran, con campagne per il rilascio di prigionieri politici e contro la pena di morte.

Riportiamo il messaggio che Leyla Mandrelli, interprete, traduttrice e attivista per i diritti umani italo iraniana e residente a Milano ha voluto condividere con il nostro Comitato ad integrazione di quanto già detto.

Scrive Leyla Mandrelli : “Vorrei aggiungere alcune note perché è importante ricordare e contestualizzare.
Le proteste antiregime in corso in Iran sono la continuazione di un cammino per la libertà e la giustizia iniziato più di quarantasei anni fa e che non ha mai smesso di esistere. Il ruolo fondamentale delle donne, soprattutto dopo il Movimento rivoluzionario di Donna Vita Libertà, ha trasformato nel profondo la cultura e la società del Paese. Le cittadine e i cittadini dell’Iran considerano questa dittatura religiosa irriformabile e ne vogliono il rovesciamento”.

“Il processo per arrivare a una democrazia laica, pluralista, rispettosa dei diritti umani, desiderosa di giustizia sociale e parità di genere non sarà facile, ma in Iran – soprattutto nelle sue carceri e nelle sue università – c’è una società civile fatta di menti e di coscienze libere e deste. Nella speranza che tutto questo avvenga al più presto e con il minor spargimento di sangue, che le porte delle prigioni si spalanchino e che i prigionieri politici (donne e uomini) escano da quelle mura, che non ci siano più impiccagioni e che la pena di morte venga abolita, che la giustizia possa perseguire mandanti ed esecutori dei tanti crimini commessi”.

NO! alla Repubblica Islamica dell’Iran!
Libertà per l’Iran!
Per sempre Donna Vita Libertà!”

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