“La CGIL Emilia Romagna e la CGIL di Piacenza desiderano ringraziare le Camere del Lavoro territoriali, le strutture della Confederazione e le tante compagne e i tanti compagni che, in queste ore, stanno facendo arrivare messaggi di solidarietà e vicinanza alla CGIL di Piacenza e a Mattia Motta, giornalista e responsabile dell’ufficio stampa della Camera del Lavoro di Piacenza, oggetto di attacchi e intimidazioni da parte di gruppi neonazisti“.
Inizia così la nota della CGIL. La nota giunge dopo il comunicato stampa firmato Veneto Fronte Skinheads arrivato nei giorni scorsi. In quel comunicato, il VFS puntava il dito contro l’operato dei giornalisti Mattia Motta e Paolo Berizzi. Il movimento di destra radicale aveva organizzato un concerto in programma la sera del 24 gennaio: le critiche all’iniziativa avevano spinto i titolari del locale a disdire la serata. Da qui le critiche del VFS: “Cgil e giornalisti come Mattia Motta e Paolo Berizzi hanno preferito anteporre le proprie ideologie alla tranquillità di un gruppo di imprenditori, mettendo a potenziale rischio anche la loro incolumità”. Secondo la CGIL non sarebbero semplici critiche ma vere e proprie intimidazioni.
Questa rete di solidarietà ampia, diffusa e spontanea rappresenta la risposta più forte e autentica a chi prova a isolare, intimidire o delegittimare singole persone e organizzazioni. È la dimostrazione concreta di una comunità sindacale viva, coesa e pienamente consapevole del proprio ruolo democratico e costituzionale.
In questi giorni sono circolate affermazioni che parlano di una presunta “mafia antifa”. Un’espressione che non merita indignazione, ma chiarezza.
L’antifascismo non è un’organizzazione occulta, non è un potere parallelo, non è una minaccia: è un principio fondativo della Repubblica, scolpito nella Costituzione nata dalla Liberazione.
Definire “mafia” la libera presa di parola di giornalisti, sindacati, associazioni, artisti e cittadini significa capovolgere la realtà. Non è intimidazione denunciare pubblicamente ideologie razziste e violente; è invece un tentativo di intimidazione provare a mettere a tacere chi informa, chi prende posizione e chi esercita un diritto democratico.
La CGIL Emilia Romagna e la CGIL di Piacenza respingono con fermezza questi tentativi di rovesciamento semantico, che mirano a presentare come vittime coloro che si richiamano a ideologie fondate sull’esclusione, sulla supremazia e sull’odio. La democrazia non si difende con il silenzio, ma con la trasparenza, il confronto pubblico e la responsabilità delle parole.
Rinnoviamo la nostra piena stima e fiducia a Mattia Motta e ribadiamo che non arretreremo di un passo: continueremo a difendere il ruolo dell’informazione, degli uffici stampa e di tutte le forme di comunicazione sindacale come strumenti essenziali di partecipazione, consapevolezza e libertà, fondamentali per garantire trasparenza, correttezza dell’informazione e partecipazione consapevole delle lavoratrici e dei lavoratori.
Grazie a chi, in queste ore, sta dimostrando con gesti concreti che la solidarietà è più forte dell’odio e che la Costituzione non è un ricordo, ma una pratica quotidiana.
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