Politica

Remigrazione, il concerto si è tenuto in altra location: “Grazie alla Cgil minacce e insulti al pub di Borgonovo”

Una manifestazione di enorme successo, coronata da un concerto serale che ha registrato una grande affluenza, tra musica e divertimento: le contestazioni della Cgil non hanno danneggiato noi nella fattispecie, ma soltanto un gruppo di esercenti e lavoratori. Questo è il risultato emerso a seguito del riuscito corteo di sabato pomeriggio, che ha visto sfilare per le vie cittadine una moltitudine di tricolori, un risultato confermato anche nel concerto organizzato nella serata di sabato“.

Così inizia la nota firmata dal Veneto Fronte Skinheads, tra i promotori della mobilitazione di sabato scorso. Nota improntata non tanto sulla manifestazione, quanto sul concerto post corteo. Ricordiamo infatti che inizialmente il VFS aveva organizzato un concerto per la sera di sabato a Borgonovo. La Cgil aveva attaccato duramente l’iniziativa. In seguito alle polemiche, il locale prenotato per l’evento aveva scelto di annullare la serata. Il VFS, però, non ha annullato il concerto. Lo ha solo spostato in un’altra location.

LA NOTA DEL VFS

Concerto regolarmente svolto in tutta tranquillità nonostante il solito polverone mediatico ,ma non solo, sollevato da parte della Cgil.

Polverone che ha costretto gli organizzatori a cambiare location, trasferendo l’evento da Borgonovo a un’altra zona della provincia di Piacenza.

Vogliamo con questa nota sottolineare i gravi danni che le dichiarazioni esternate dal sindacato nei giorni precedenti al concerto hanno causato. 

Danni arrecati non certo a noi che come detto abbiamo regolarmente svolto la serata in tutta serenità, ma piuttosto ai titolari e ai lavoratori del locale di Borgonovo dove l’evento era inizialmente previsto. 

Con il suo intervento polemico (e prettamente ideologico) la Cgil ha trascinato nel tritacarne lavoratori che nulla hanno a che fare con la nostra area politica, Imprenditori travolti da minacce e tentativi di boicottaggio solo per aver svolto il proprio mestiere. 

Imprenditori che,come da prassi succede in ogni locale simile,abitualmente riservano il locale a feste private senza per forza condividere le idee degli organizzatori. 

Lo hanno fatto perché è il loro mestiere: non fanno politica, sono lì per lavorare al contrario di qualcun altro evidentemente. Ma Cgil e giornalisti come Mattia Motta e Paolo Berizzi hanno preferito anteporre le proprie ideologie alla tranquillità di un gruppo di imprenditori, mettendo a potenziale rischio anche la loro incolumità.

Questo perché a seguito della loro “denuncia” sui profili social del locale in questione si sono riversate offese, insulti, ma soprattutto minacce dalla canea aizzata a dovere. Tutto per un concerto che oltretutto avrebbe vestito i panni di una festa privata. L’avessimo organizzato in piazza Cavalli avremmo (quasi) compreso le polemiche ma, ancora una volta,siamo tenuti a scontrarci e a vincere contro una forma di mafia antifascista che si arroga il diritto di decidere anche la forma di divertimento o tempo libero che più gli aggrada. 

Risultato? Il concerto come dicevamo si è comunque svolto,presso un’altra sede del piacentino, mentre un gruppo di imprenditori è rimasto intimorito e danneggiato.

Il successo della manifestazione di sabato scorso conferma quanto le persone percepiscano con sempre maggiore urgenza la necessità di tornare a vivere serene e tranquille nelle proprie città. Ma per ottenere questo risultato non bastano le nostre iniziative: sarebbe utile che sindacati e giornalisti militanti iniziassero a fare gli interessi dei cittadini e dei lavoratori, senza anteporre davanti a tutto e tutti la propria egocentrica “passione” politica figlia spesso e volentieri di interessi da una parte e clientelismo dall’altra..

Come scriveva qualcuno nei giorni scorsi “chi di remigrazione ferisce, di remigrazione perisce”

Anche se spesso e volentieri a perire sono le vittime dell’immigrazione stessa.

Giusto Paolo?

Scomodamente

Il portavoce.

LA REPLICA DI MATTIA MOTTA

Sono stato “messo all’indice” dal Veneto Fronte Skinhead, insieme a Paolo Berizzi, collega ben più bravo e noto e che per colpa dei neofascisti vive sotto scorta armata. Già questo basterebbe come certificato di buon lavoro. Dicono che i giornalisti abbiano fatto saltare un concerto nazirock a Piacenza. La realtà è più semplice: quando si prova a organizzare un evento che inneggia a supremazia bianca, razzismo e xenofobia, una comunità reagisce. Artisti, musicisti, lavoratori dello spettacolo, cittadini: una sollevazione civile che ha portato il gestore del locale a fare una scelta di responsabilità. Io ho fatto il mio mestiere: raccontare i fatti. Paolo Berizzi ha scritto un articolo. Altri hanno preso posizione pubblicamente. Loro dicono di aver suonato lo stesso, altrove, di nascosto. Ed è esattamente così che devono stare: nascosti. Perché quelle idee restano quello che sono sempre state: razziste, xenofobe, fuori dalla Costituzione. Sempre ai nostri posti ci troverete.

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