Cronaca Piacenza

Controllori aggrediti sui bus, i sindacati chiedono un tavolo in prefettura: “Profonda preoccupazione”

Cresce la preoccupazione dei sindacati per le continue aggressioni ai danni del personale del trasporto pubblico. Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro denunciano una situazione ormai diventata insostenibile e chiedono interventi immediati per garantire maggiore sicurezza ad autisti e verificatori.

Le quattro sigle sindacali esprimono “profonda preoccupazione e ferma condanna per la scia di violenze, fisiche e verbali, che subiscono quotidianamente autisti e verificatori dei titoli di viaggio durante lo svolgimento del proprio servizio”.

Secondo i sindacati, gli episodi non possono più essere considerati casi isolati, ma rappresentano “un’emergenza cronica che mina la serenità dei lavoratori e la qualità del servizio offerto ai cittadini”.

“Lavorare nel trasporto pubblico è diventato un rischio per l’incolumità personale – affermano –. Il personale è stanco di lavorare nella paura ed esige tutele concrete”.

Per questo motivo Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro hanno chiesto l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Prefettura, le Forze dell’Ordine e i vertici aziendali, con l’obiettivo di individuare misure efficaci per prevenire le aggressioni e garantire maggiore sicurezza agli operatori del trasporto pubblico.

La presa di posizione arriva all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza ai danni di un controllore, aggredito durante un controllo a bordo di un autobus cittadino.

TPL, TAGLIAFERRI (FDI): «ORA ANCHE I SINDACATI CHIEDONO UN TAVOLO URGENTE. LA REGIONE PASSI DALLE PAROLE AI FATTI»

«Da mesi chiediamo dati, audizioni e misure concrete. L’ennesimo appello conferma che il problema è strutturale»

«Quando anche chi ogni giorno rappresenta i lavoratori del trasporto pubblico chiede l’apertura urgente di un tavolo in Prefettura significa che il problema ha ormai superato il livello di guardia. Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a una situazione che richiede risposte immediate e coordinate».

Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, intervenendo dopo la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di convocare un confronto urgente con Prefettura, Forze dell’Ordine e azienda di trasporto.

«Su questo tema Fratelli d’Italia lavora da mesi. Abbiamo presentato una prima interrogazione per ottenere dati ufficiali sulle aggressioni al personale del TPL, una seconda interrogazione per evidenziare le differenze nei sistemi di rilevazione tra aziende e chiedere standard regionali uniformi, abbiamo richiesto l’audizione dei vertici delle aziende di trasporto e, dopo il recente episodio avvenuto a Piacenza, abbiamo depositato una nuova interrogazione e una richiesta di accesso agli atti per verificare l’efficacia concreta delle misure di sicurezza adottate.»

Tagliaferri ricorda che dai dati ufficiali acquisiti emergevano già sette aggressioni nel solo bacino di Piacenza nel triennio 2023-2025, numeri che avevano evidenziato la necessità di un monitoraggio omogeneo e di un rafforzamento delle azioni di prevenzione.

«Le bodycam, la videosorveglianza e la formazione sono strumenti importanti, ma dobbiamo capire se sono sufficienti e se vengono accompagnati da un adeguato coordinamento con Prefetture e Forze dell’Ordine. La sicurezza non si misura soltanto contando le aggressioni dopo che sono avvenute: si misura soprattutto dalla capacità di prevenirle.»

Per il consigliere regionale è positivo che tutte le istituzioni interessate si siedano allo stesso tavolo.

«La richiesta di un confronto operativo va sostenuta. Auspico che il tavolo venga convocato rapidamente e che dalla discussione escano decisioni concrete, non semplici dichiarazioni di principio. Parallelamente la Regione deve fare la propria parte, fornendo dati trasparenti, verificando l’efficacia delle misure già finanziate e definendo indirizzi omogenei per tutto il sistema del Trasporto Pubblico Locale.»

«Autisti, verificatori e passeggeri hanno diritto a salire su un autobus sapendo che la sicurezza è una priorità reale. Continueremo a seguire questa vicenda fino a quando non arriveranno risposte all’altezza della gravità del problema.»

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