L’ospedale di Bobbio rafforza il proprio ruolo di presidio di prossimità con l’apertura del nuovo ambulatorio di Cure palliative, un servizio strutturato e organizzato che nasce dall’ascolto del territorio e dalla lettura attenta dei suoi bisogni. Un passo significativo che conferma la volontà dell’ospedale di aprirsi alla comunità e di costruire risposte sanitarie sempre più integrate e accessibili.
“L’ambulatorio nasce da un’esigenza che viene dal basso, dal territorio e dalla nostra analisi dello stesso – spiega Antonio Manucra, direttore Medicina e lungodegenza dell’ospedale di montagna e dei processi di integrazione territoriale a valenza provinciale – L’Alta Val Trebbia presenta un tasso di anzianità molto elevato, con 37 ultracentenari e punte di età che raggiungono i 104 e i 105 anni. Si tratta di una popolazione con esigenze particolari, a cui è necessario dare una risposta pronta e adeguata”.
Da questa consapevolezza è nato il confronto con Raffaella Bertè, direttore delle Cure palliative, con l’obiettivo di sistematizzare un’offerta già presente all’interno dell’ospedale di Bobbio, ma che oggi diventa pienamente strutturata, riconoscibile e calendarizzata. “La nostra missione come ospedale – prosegue Manucra – è essere un punto di riferimento per la popolazione ed entrare nelle case delle persone con una prossimità di cura vera e concreta”.
L’ambulatorio è collocato al terzo piano dell’ospedale ed è attivo ogni giovedì dalle 9 alle 13. È inoltre previsto uno stretto rapporto con il reparto ospedaliero: i professionisti delle cure palliative svolgeranno infatti attività di consulenza a supporto dei reparti, rafforzando ulteriormente la continuità assistenziale. Con questa attivazione si arricchisce la rete delle cure palliative sul territorio provinciale, che comprende le sedi di Piacenza e Fiorenzuola, dove il servizio è attivo il lunedì.
“Questo nuovo punto di accoglienza rientra in un progetto ideato dalla dottoressa Bertè – sottolinea la dottoressa Monica Bosco, responsabile di Gestione cure palliative nodo ambulatori territoriali – che prevede la creazione di luoghi di riferimento fissi sul territorio: Fiorenzuola, già attivo, Bobbio appena inaugurato e la prossima apertura a Castel San Giovanni. L’ambulatorio avrà un’agenda Cup e una in autogestione; a queste si affiancheranno il lavoro di consulenza interna a supporto dei reparti e le visite domiciliari. Il nostro obiettivo è avvicinare sempre di più l’ospedale al territorio, facendo uscire l’ospedale dai suoi confini strutturali. Un modello organizzativo pensato per garantire continuità assistenziale, presa in carico globale e riduzione significativa dei tempi di risposta. Questo servizio – conclude – permetterà una presa in carico a 360 gradi dei pazienti e una netta riduzione dei tempi di risposta alle esigenze degli utenti”.
“Con l’apertura del nuovo ambulatorio di Cure palliative – sottolinea il direttore del distretto di Ponente Stefano Nani – l’ospedale di Bobbio conferma la propria vocazione a essere un ospedale vicino alle persone, integrato con il territorio e capace di costruire una rete di cura fondata sulla prossimità, sull’ascolto e sulla qualità dell’assistenza”.
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