Trump conferma i dazi al 15%, misure in vigore dal 7 agosto. Coldiretti Piacenza: “Migliorativo rispetto al 30%, ma è un danno importante”. Il Direttore della realtà piacentina Roberto Gallizioli ha parlato del tema a Radio Sound.
L’introduzione di dazi al 15% da parte degli Stati Uniti sui prodotti agroalimentari italiani rischia di far perdere oltre 1 miliardo di euro al comparto, frenando una crescita costante che ha visto il cibo Made in Italy imporsi come sinonimo di qualità oltreoceano. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga, che mette in luce la vulnerabilità delle nostre filiere di fronte alla nuova politica commerciale americana.
Con un valore che nel 2024 ha sfiorato gli 8 miliardi di euro, gli Usa rappresentano il primo mercato extra-Ue per l’agroalimentare italiano. Negli ultimi cinque anni, l’export verso gli Stati Uniti è cresciuto in media dell’11% l’anno, arrivando a toccare un +17% solo nell’ultimo anno. Una dinamica positiva che ora rischia di invertirsi bruscamente.
Il 15% è migliorativo, ma è un danno importante anche per Piacenza. Stiamo cercando di capire i termini dell’accordo e soprattutto la lista dei prodotti agro alimentari a dazio zero, sui quali ci auguriamo che la commissione europea possa farne rientrare il più possibile. Poi speriamo che attraverso l’azione del Governo si possa mitigare la situazione.
Sì, con il pomodoro e il Grana Padano segnala numeri importanti con il mercato statunitense. Con i dazi avrà un impatto importante, e lo sta avendo in questi mesi di incertezza.
“La Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen si sta dimostrando totalmente inadeguata al ruolo che ricopre – dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Dopo aver già colpito duramente il mondo agricolo con tagli senza precedenti alla Pac, oggi assistiamo all’ennesimo danno provocato da una gestione improvvisata e debole del negoziato commerciale con gli Stati Uniti. L’accordo siglato con Washington è chiaramente più vantaggioso per l’economia americana che per quella europea – prosegue – Stiamo assistendo anche al fatto che il documento a base dell’accordo non coincide nemmeno con quello statunitense, una situazione lesiva della credibilità stessa dell’Europa. La Von der Leyen – conclude Prandini – ha mancato ancora una volta l’obiettivo di difendere la produzione europea, il lavoro degli agricoltori e la sovranità alimentare dell’Unione. A pagare il prezzo di questa politica remissiva non sarà solo l’agricoltura, ma l’intero sistema produttivo europeo. Serve una reazione decisa per ottenere l’esclusione dei prodotti agroalimentari di eccellenza dalla lista dei dazi e garantire sostegno economico alle filiere più colpite e fa bene il nostro Governo a spingere perché si arrivi a questo per salvaguardare un comparto strategico come quello agricolo”.
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