Economia

Diga del Brugneto, appello di Confagricoltura a politica e istituzioni: “Serve il coinvolgimento di tutti”

La questione “diga del Brugneto”, riguardando la gestione della risorsa idrica, è ovviamente considerata centrale anche per Confagricoltura Piacenza. Sul tema prende parola il presidente Umberto Gorra: ”Quanti milioni di metri cubi destinare alla valle piacentina, in che tempi e in che modi è un tema fondamentale, perché da queste scelte dipende la vita di una valle intera, dato che non è solo una questione agricola, cosa che comunque per noi sarebbe già una ragione necessaria e sufficiente, ma anche economica in senso lato, dato che alla disponibilità dell’acqua sono legate necessità plurime, a partire da quella civile, per concludere con quella turistica e tutto l’indotto che ciò comporta. Di fronte al tema, quindi, è normale che ci sia attenzione e anche preoccupazione”.

“Quello che non vogliamo fare è ridurre la problematica a uno schieramento di tifoserie, ognuna con le sue ragioni. Chiediamo che si parta dai dati, dalla valutazione tecnica di competenza del Consorzio di Bonifica. Dunque ci preoccupa apprendere che nel gli incontri tecnici tra le due Regioni si è partiti da una convenzione scaduta e stipulata quando le condizioni erano completamente diverse da oggi”.

“Chiediamo, come sempre, che le scelte vengano fatte analizzando costi e benefici e soprattutto reali necessità per ciascuno dei due territori. A noi pare evidente che il territorio ligure non necessiti più dei milioni di metri cubi stabiliti negli anni ‘50, vogliamo comunque che siano i tecnici a partire da un’analisi dei fabbisogni a stabilire quanti milioni di metri cubi abbiamo bisogno noi e quanti se ne possono lasciare al territorio ligure, dove, vogliamo ricordarlo, non ci sono più le industrie di un tempo e dove la popolazione è drasticamente diminuita”.

Confagricoltura Piacenza auspica che l’iter di valutazione abbia un decorso ragionevole, per poter arrivare a un nuovo accordo in tempi utili e che rispecchi le reali necessità di ciascuno. “Non pensiamo – conclude il presidente degli imprenditori agricoli – che si possa partire dai 2,5 milioni di metri cubi concessi al nostro territorio e riteniamo inderogabile, da parte di tutti i rappresentanti della politica, delle istituzioni e delle associazioni piacentine, in particolare quelle agricole, un’azione coordinata e coesa per arrivare a un risultato concreto in tempi congrui: un accordo che in ultima analisi, garantisca in quantità adeguata e dunque, in ultima analisi, il diritto a mantenere in vita un’intera vallata”.

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