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Dissesto idrogeologico, Tagliaferri (FdI): “Il Piacentino fragile, basta interventi a spot, serve una strategia strutturale”

Nel Piacentino il dissesto idrogeologico non riguarda soltanto i grandi fiumi, ma nasce e si sviluppa soprattutto nelle vallate appenniniche, nelle aree collinari e lungo il reticolo idrografico minore, che attraversa frazioni, strade e territori agricoli” Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, annunciando il deposito in Assemblea legislativa di una risoluzione per un piano strutturale regionale sulla manutenzione diffusa del territorio.

La provincia di Piacenza – spiega Tagliaferri presenta una conformazione geografica che la rende particolarmente esposta: un’ampia estensione di aree collinari e montane, un reticolo idrografico minore molto fitto e una viabilità spesso fragile. In questo contesto, Val Trebbia, Val Nure, Val d’Arda, Val Tidone e Val Luretta sono territori in cui frane, smottamenti e allagamenti localizzati si ripetono con regolarità, colpendo strade, frazioni e attività agricole.

Fenomeni che, sottolinea il consigliere, «sono meno visibili mediaticamente rispetto alle grandi alluvioni, ma producono danni diffusi e continui, incidendo sulla sicurezza delle persone e sull’economia locale».

Tagliaferri richiama anche un tema di equità territoriale: «Dai dati ufficiali sul rischio idrogeologico emerge che le province appenniniche dell’Emilia-Romagna – Piacenza compresa – presentano indici di pericolosità elevati, ma negli ultimi anni la distribuzione delle risorse regionali per la difesa del suolo è stata spesso disomogenea. In alcune province, soprattutto a seguito di eventi eccezionali, si sono concentrati interventi straordinari pluriennali; in altre, come Piacenza, è mancata una continuità strutturale nella manutenzione ordinaria del reticolo minore».

La risoluzione depositata chiede dunque un piano triennale 2026–2028, con:

· risorse certe e ripartite per provincia, sulla base di criteri oggettivi come estensione del reticolo e rischio idrogeologico;
· dati comparativi pubblici, che consentano di confrontare chilometri manutenuti, numero di interventi e risorse impiegate tra Piacenza e le altre province emiliano-romagnole;
· un calendario stabile e programmato di manutenzione del reticolo idrografico minore, superando la logica dell’intervento solo dopo l’emergenza.

«La prevenzioneconclude Tagliaferrinon si fa con gli annunci a disastro avvenuto, ma con una manutenzione quotidiana e programmata del territorio. È su questo terreno che si misura la serietà delle politiche regionali e la reale attenzione alle aree interne».

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