Distanziamento sociale, la battaglia di Spazio Tesla: “Termine da abolire, indica emarginazione ed esclusione” – AUDIO

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Woman and man in social distancing sitting on bench in park

E’ ora di smettere di usare le parole “distanziamento sociale”. Spazio Tesla ha avviato una raccolta firme per chiedere che venga abolito questo termine. Il perché lo spiega Laura Groppi di Spazio Tesla.

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LA CAMPAGNA DI SPAZIO TESLA

“Il termine distanziamento sociale viene utilizzato in psicologia e sociologia ma ha un altro significato rispetto a quello che si vorrebbe intendere. Soprattutto ora, in questa fase di ripartenza, sarebbe opportuno utilizzare un termine che ispiri un senso di solidarietà. Questo termine invece punta a disunire, a creare divisioni: basterebbe invece utilizzare il termine Distanziamento Fisico Preventivo“.

“Abbiamo chiesto il parere anche dell’Accademia della Crusca che appoggia questa nostra posizione. Abbiamo intervistato il presidente Claudio Marazzini che si trova assolutamente d’accordo con noi”.

Per chi volesse informazioni o aderire può contattare Spazio Tesla all’indirizzio mail info@spaziotesla.it .

Claudio Marazzini: “Termine nocivo”

“Si tratta di una formula sbagliata e nociva, un autogoal. Naturalmente il termine arrivò con l’esplosione della pandemia e considerate le tante questioni che il governo si è trovato a risolvere abbiamo preferito non intervenire su questo tema”. Così Marazzini, nell’intervista rilasciata a Spazio Tesla.

“Che questa formula fosse infelice lo abbiamo notato subito. Il filosofo Giorgio Agamben è partito da questo termine per descrivere un quadro catastrofico; una congiura dei poteri che attraverso il distanziamento sociale hanno iniziato a disgregare la società mettendo in discussione alcune libertà fondamentali dei cittadini. Noi avevamo pensato al termine distanziamento interpersonale, ma l’importante è evitare il termine ‘sociale’, perchè in questo modo si da l’idea di una società che si divide e si disgrega”.

“Il distanziamento sociale ormai ha fatto la sua strada e purtroppo secondo me non lo fermerà più nessuno. Stesso discorso per il termine lockdown che nasce in tutt’altro contesto. L’importanza dell’aspetto linguistico non è da sottovalutare. Basti pensare al nome stesso della malattia, Covid-19. Si tratta di un termine studiato a tavolino dall’Oms e che significa Corona Virus Desease 2019. In questo modo l’organizzazione mondiale della Sanità ha voluto impedire che alla pandemia venissero attribuiti nomi non corretti nati spontaneamente: nomi che avrebbero potuto colpire ingiustamente un popolo, come per esempio “Cinese” o “Asiatica”. Un po’ come è accaduto per la Spagnola: la malattia non era spagnola, il punto è che tutti l’hanno nascosta tranne appunto gli spagnoli”.

La battaglia di Spazio Tesla

Il termine distanziamento sociale descrive i processi di esclusione, emarginazione e presa di distanza ben altro che fisica, da una persona o da un gruppo sociale all’interno di una comunità, quindi un concetto ben più impegnativo sia in termini etici, morali e valoriali

L’uso di distanziamento sociale è stato oggetto di critiche in merito al suo impiego nei vari decreti del Governo connessi al Covid19. Tale locuzione ed in particolare l’uso dell’aggettivo sociale, richiama concetti legati alla ripartizione della società in base a fattori sociali, economici, culturali e religiosi.

Quindi è l’albore (neanche tanto velato) di un messaggio di diseguaglianza, stigmatizzazione ed emarginazione tra essere umani.

Al fine di quello che si vuole ottenere, in termini di contagio, è sufficiente e necessario sostituire questo termine con Distanziamento Fisico Preventivo.

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