Politica

Domeneghetti (Fratelli d’Italia): “Massima trasparenza nella convocazione della Commissione organizzazione istituzionale e sviluppo civile”

“La proposta di alcuni consiglieri di minoranza di istituire una commissione speciale antimafia non e’ “rimasta al palo”, per utilizzare l’espressione del cronista di Libertà, per inerzia della maggioranza.

Vero e’ invece che solo il 30 gennaio di quest’anno – non quest’autunno – e’ stata presentata una proposta in tal senso dai predetti che ha potuto seguire l’iter previsto dallo statuto e dal regolamento del consiglio comunale.
Detta proposta e’ pervenuta alla presidenza della Commissione Organizzazione Istituzionale il 13 marzo 2020, in piena emergenza sanitaria quindi.

Al riguardo, la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso di trattare solo atti urgenti e indifferibili. E così e’ stato. Non solo, ma l’insussitenza di ritardi di alcun tipo e’ confermata dal fatto che l’art. 103 del D.L. 17/3/2020 n. 18, aveva sospeso i termini dei procedimenti amministrativi dal 23 febbraio 2020 al 15 aprile 2020 e il successivo D.L. 8/4/2020 N. 23 all’art. 37 ha prorogato detta sospensione fino al 15 maggio 2020.

Ciò significa che, con i 120 giorni a disposizione del consiglio comunale per decidere in ordine all’atto – termine per altro non perentorio – e le citate sospensioni dei termini dei procedimenti amministrativi sanciti dalla legge, l’esame della proposta di istituzione della commissione speciale antimafia poteva essere effettuata anche a settembre.

E’ stato invece chi scrive a promettere il 25 maggio 2020 in Consiglio Comunale la convocazione della Commissione 1 per la discussione della proposta, non appena approvato il Rendiconto 2019.

Convocazione che non avvenne nell’immediata settimana successiva all’approvazione del Rendiconto 2019 avvenuta l’1 giugno 2020, perché comunque l’8 giugno non si sarebbe discussa in Consiglio Comunale a causa della seduta dedicata all’emergenza COVID in presenza del direttore dell’AUSL Piacenza, ing. Baldino.

Nella scorsa settimana e’ intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato che ha determinato la decadenza del consigliere Bariola (tra l’altro primo firmatario della proposta di deliberazione) e il subentro del consigliere Raggi, con la conseguente necessità di ricomposizione delle commissioni con decreto presidenziale, in mancanza del quale non si poteva certo convocare la Commissione 1.

La convocazione della Commissione è avvenuta non appena effettuata la convalida del consigliere Raggi.

Quindi nessuna volontà da parte mia e/o della maggioranza di tenere “a bagnomaria la nascita” della commissione speciale antimafia, come attestano i fatti e le date inconfutabili.”

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