Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. L’età fragile è in tutte le fasi della vita. E’ il concetto espresso da Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega con “L’età fragile” (Einaudi), dedicato alle sopravvissute, in cui attraverso il rapporto tra una madre, Lucia, e la figlia ventiduenne Amanda, ha scardinato gli stereotipi sugli anni e sulla sicurezza dei piccoli luoghi di provincia.
“La fragilità è un dato dell’umano e l’unico modo per conviverci è riconoscerla dentro di sé piuttosto che nasconderla o rimuoverla. Soltanto riconoscendo che in fondo siamo tutti fragili, possiamo trovare le risorse e anche la forza per andare avanti”.
“Io di solito non voglio mai dare messaggi, non penso a dare messaggi mentre scrivo. Però poi i lettori e le lettrici mi restituiscono qualcosa che hanno percepito come messaggi. Per esempio, nel caso di Lucia il messaggio potrebbe essere l’importanza dell’ascolto, anche dell’ascolto dei silenzi, i silenzi di sua figlia e anche il silenzio del suo vecchio padre”.
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