Emergenza Ucraina: nel Piacentino 895 profughi, di cui 398 minori. Appello anche agli alberghi: bando sul sito della prefettura

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Proseguono, presieduti dal Prefetto Daniela Lupo, gli incontri del tavolo costituito per l’accoglienza dei profughi dell’Ucraina nel territorio provinciale nonché per monitorare ed affinare le procedure già attivate per l’accoglienza degli sfollati.

Agli incontri hanno partecipato i rappresentanti degli enti locali, dell’Ausl, delle Forze dell’Ordine, delle associazioni del terzo settore, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile Provinciale nonché degli Assessorati Regionali alla Scuola, Università, Ricerca, Agenda Digitale e all’Ambiente, Difesa Suolo e della Costa, Protezione Civile.

In applicazione delle disposizioni emergenziali la Prefettura ha, allo stato, reperito per l’accoglienza dei profughi 50 posti nel sistema CAS di cui 16 occupati dagli stessi profughi nonché 7 posti nel sistema Sai.

Dopo la pubblicazione in data 4 marzo della manifestazione d’interesse per il reperimento di nuovi alloggi da immettere nella rete Cas, oggi è stato pubblicato un nuovo avviso per strutture alberghiere, consultabile sul sito della Prefettura. Nell’area emergenza ucraina sono altresì accessibili e scaricabili le linee guida redatte dal Ministero dell’Interno e dal Dipartimento di Protezione civile in lingua inglese e ucraino, nonché quelle dell’Ausl in italiano e ucraino.

La Prefettura ha inoltre attivato la casella di posta elettronica dedicata  emergenzaucraina.pref_piacenza@interno.it.

Dai dati forniti dalla Questura risulta che i profughi registrati sono attualmente 895, di cui 417 donne, 80 uomini e 398 minori.

Allo scopo di una più completa e tempestiva conoscenza dei flussi in arrivo è stata attivata la rete dei Sindaci con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri per la segnalazione immediata di nuovi arrivi alla Questura e all’Ausl per gli aspetti di rispettiva competenza.

Come sempre nella situazione emergenziale particolarmente prezioso è il contributo delle associazioni di volontariato, Protezione Civile e religiose, nonché il supporto delle famiglie dove risultano ospitati gran parte dei profughi.

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