La Federazione Provinciale Coldiretti Piacenza ha depositato ufficialmente presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le proprie osservazioni in merito al progetto dell’impianto eolico denominato “Ferriere”. Il progetto, che prevede l’installazione di 7 aerogeneratori per una potenza di 31,5 MW e relative opere di connessione, è attualmente sottoposto a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Pur ribadendo il favore verso la transizione energetica e la diffusione delle fonti rinnovabili, Coldiretti Piacenza esprime forte preoccupazione per le ricadute irreversibili che un’opera di tali dimensioni avrebbe sul tessuto agricolo, zootecnico e paesaggistico dell’Alta Val Nure e della limitrofa Val d’Aveto.
Il Direttore di Coldiretti Piacenza, Roberto Gallizioli, sottolinea come la salvaguardia del suolo sia fondamentale sotto molteplici aspetti:
”L’agricoltore è, per legge, il custode del territorio, ma per esercitare questo ruolo ha bisogno di una risorsa primaria: il suolo. Con questo progetto, la zona agricola perderebbe terreno utile e il suolo verrebbe compromesso, con ripercussioni dirette sulle falde e sul paesaggio. Non possiamo accettare che lo sviluppo delle rinnovabili avvenga a scapito della risorsa terra, che è limitata e non rinnovabile”.
Gallizioli entra poi nel merito delle criticità specifiche per le imprese locali:
“La realizzazione di questo impianto comporterebbe una drastica riduzione e frammentazione delle superfici pascolive. Gli allevatori della zona si troverebbero ad affrontare enormi difficoltà di gestione, interferenze nei movimenti del bestiame e un aumento del disturbo acustico e visivo che mina il benessere animale. Suolo e paesaggio sono l’essenza del Made in Italy agroalimentare; snaturarli significa colpire l’identità territoriale e la competitività delle nostre aziende.”
Marco Allaria Olivieri, delegato confederale di Coldiretti Piacenza, spiega come le dimensioni e le caratteristiche del parco eolico “Ferriere” sul monte Crociglia appaiano incoerenti con la fragilità del contesto territoriale interessato: “Auspichiamo che il Ministero tenga in debita considerazione il rischio di generare impatti socio-economici negativi superiori ai benefici energetici attesi, a tutela delle persone e delle imprese che operano con fatica e dedizione nel settore primario”.
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