Mercoledì 1° luglio, alle ore 21.30, nell’archeologica di Veleia Romana, il maestro della narrazione civile Marco Paolini, per la prima volta al Festival di Teatro Antico di Veleia diretto da Paola Pedrazzini, presenterà il suo ultimo spettacolo BESTIARIO IDRICO, un racconto potente e urgente che intreccia memoria, ecologia, storia e futuro.
Al centro dell’opera un’importante riflessione ecologica e poetica sulla gestione e sulla sacralità dell’acqua, risorsa vitale per il pianeta. Si tratta di una tematica che risuona con straordinaria forza evocativa nel contesto millenario di Veleia Romana, l’antica città romana che conserva le vestigia delle terme, simbolo di benessere, aggregazione civile e profonda connessione comunitaria, nonché memoria di una civiltà che dell’acqua fece rito, cura e architettura del vivere.
Attraverso la consueta e affilata precisione documentaria unita a ironia, Paolini trasforma il palcoscenico in un osservatorio contemporaneo, intrecciando memorie di fiumi, canali e creature dell’acqua per interpellare il pubblico sulla cura e sul futuro del territorio.
Un bestiario contemporaneo, ironico e visionario, per riconoscere nell’acqua una voce antica e urgente del presente. Un appuntamento realizzato in collaborazione con ATER Fondazione nell’ambito del Festival Fuoripista.
Ultimi biglietti disponibili online sul sito www.veleiateatro.com
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e-mail: info@veleiateatro.com
Marco Paolini è uno dei protagonisti più riconoscibili del teatro italiano contemporaneo. Drammaturgo, regista, attore, scrittore e produttore cinematografico, ha costruito nel corso degli anni un percorso artistico legato al teatro di narrazione e al cosiddetto teatro civile, coniugando ricerca documentaria, memoria collettiva, racconto orale e riflessione critica sul presente, con una scrittura scenica capace di unire precisione documentaria, ironia, invenzione teatrale e lingua quotidiana. Negli anni Novanta raggiunge grande notorietà con Il racconto del Vajont, spettacolo dedicato alla tragedia avvenuta il 9 ottobre 1963. Nel corso della sua carriera ha continuato a esplorare temi legati alla storia, al paesaggio, al lavoro, alla memoria e alle trasformazioni della società italiana, alternando teatro, televisione, cinema e scrittura. Tra i suoi lavori si ricordano, oltre al Vajont, gli Album, i Bestiari, Appunti foresti, Il milione – Quaderno veneziano e, più recentemente, Nel tempo degli dei, rivisitazione contemporanea del mito di Ulisse.
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