«L’Europa ha bisogno di infrastrutture energetiche moderne, sicure e resilienti, ma la transizione ecologica non può essere costruita contro i territori. Le comunità locali devono essere coinvolte e ascoltate, soprattutto quando si tratta di interventi che incidono profondamente sul paesaggio, sull’ambiente e sulla vita delle persone».
Lo dichiara la senatrice Elena Murelli, componente della Commissione Politiche dell’Unione europea e relatrice del parere sul nuovo regolamento europeo TEN-E sulle infrastrutture energetiche transfrontaliere, approvato oggi dalla Commissione.
«Il parere approvato questa mattina richiama con forza il principio di proporzionalità e la necessità di non allontanare dai territori le scelte strategiche in materia energetica. Ho voluto portare questo stesso messaggio lunedì sera a Morfasso, partecipando all’assemblea pubblica sul progetto eolico “Parma A”, perché ritengo che sviluppo energetico e tutela del territorio debbano procedere insieme».
La senatrice sottolinea come il dibattito emerso nell’incontro abbia evidenziato interrogativi e criticità che meritano approfondimenti rigorosi e massima trasparenza.
«Ho ascoltato con attenzione amministratori, tecnici, associazioni e cittadini. Al di là delle diverse posizioni, emerge una richiesta chiara: avere dati certi, valutazioni complete e procedure trasparenti. Quando si interviene in aree di elevato pregio ambientale e paesaggistico, le decisioni devono essere fondate su evidenze solide e sul pieno coinvolgimento delle comunità interessate».
«Molte le critiche di abitanti e amministratori e che condivido – sottolinea la senatrice Murelli – sono pochi trenta giorni per presentare osservazioni agli oltre 1.562 elaborati tecnici della società lussemburghese Duferco Sviluppo che vuole impiantare 47 pale eoliche, al posto delle 22 presentate all’inizio, dopo l’unione dei progetti Parma A e Parma B. Sono aerogeneratori che verrebbero installati anche sul monte Carameto, nel territorio di Morfasso. E poi c’è il rischio idrogeologico e quello per la flora e la fauna, senza contare che, secondo alcuni studi, la produzione di energia elettrica sarebbe molto inferiore a quella prevista da Duferco».
La senatrice evidenzia inoltre come la sostenibilità non possa essere misurata esclusivamente in termini energetici: «La sostenibilità è ambientale, ma anche sociale ed economica. Significa tutelare la biodiversità, il paesaggio, il turismo, le attività produttive locali e la qualità della vita delle persone. È necessario evitare che la transizione energetica venga percepita come un’imposizione dall’alto, alimentando contrapposizioni che non giovano a nessuno».
«Il mio impegno – conclude la senatrice Murelli – sarà quello di continuare a seguire l’evoluzione di questo progetto e di tutte le iniziative che interessano l’Appennino, affinché siano garantiti il rispetto delle norme, la trasparenza delle procedure e l’effettiva partecipazione dei territori. La sfida energetica si vince solo se i cittadini diventano protagonisti delle scelte e non semplici spettatori delle decisioni».
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