“Non è un fegato etrusco”, e denuncia i Musei civici di Palazzo Farnese. Curioso episodio ha coinvolto nei giorni scorsi il più celebre reperto archeologico piacentino. Protagonista un uomo di origini albanesi, residente a Milano, che recentemente ha visitato il museo.
Il turista sostiene di avere una conoscenza dettagliata di numerose lingue, anche antiche. In particolare, secondo lo straniero, la lingua albanese avrebbe numerose similitudini con la lingua etrusca. Non è un’opinione solo del visitatore in questione, in effetti: secondo alcuni linguisti, i due linguaggi avrebbero infatti numerosi punti in comune e qualcuno sostiene che l’Albanese sia una sorta di erede dell’antica lingua ormai perduta.
Resta il fatto che il turista, dopo aver avanzato alcune rimostranze alla direzione, pare abbia deciso di denunciare i Musei civici per truffa.
“E’ sempre stato studiato come fegato etrusco, fior fiore di studiosi lo hanno pubblicato. Non ci sono altri commenti da fare. Non capisco nemmeno il senso della denuncia, una cosa alquanto singolare. Numerosissimi studiosi hanno analizzato il fegato etrusco e nessuno ha mai contestato alcunché”. Questa la risposta di Antonella Gigli, direttore dei Musei Civici di palazzo Farnese.
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