Christian Fiazza, pur essendo un esponente storico della politica piacentina, con Katia Tarasconi ha iniziato un’avventura del tutto nuova per lui. Assessore, nello specifico a Cultura, Turismo e Marketing Territoriale.
“Sono deleghe tra loro collegate e essenziali”, spiega Fiazza, “sono tematiche comunicanti e anche gli uffici dovranno dialogare tra loro. Inizierò con l’ascoltare tutti perché la città ha bisogno di essere ascoltata: le agenzie che possono intervenire in questi settori sono tante e così anche le idee, e molte volte la ricchezza è data proprio dalla diversità di opinioni. Non a caso in questi giorni sto cercando di capire le modalità di approccio e soprattutto le modalità per affrontare il tema della cultura legandolo al turismo”.
Importante, anche in questi rami, è fare rete secondo Fiazza: “E’ fondamentale fare rete tra tutti i soggetti e tutte le associazioni culturali che abbiamo sul territorio. Il mio predecessore (Jonathan Papamarenghi ndr) si è mosso bene in questo senso e quindi per me si tratterà di prendere il testimone: devo proseguire in quel campo e se possibile attualizzarlo e migliorarlo coi tempi. I dati del turismo sono incoraggianti e ci fanno capire come la gente voglia vivere esperienze di comunità sane e belle e voglia vivere insieme questi eventi”.
Le proposte d’eccellenza sono un grande richiamo, ma sta cambiando anche il modo di affrontare il turismo. In questo caso ci potrebbero essere opportunità per il nostro territorio?
“Certamente. Quanto è ‘strano’ vedere turisti stranieri per le strade della nostra città con la cartina in mano? Questo è il segno dei tempi che cambiano, il segno che Piacenza sta entrando in un circuito più ampio rispetto al passato. Noi abbiamo sempre la sensazione di essere un po’ la Cenerentola, almeno in fatto di turismo, e questo non è vero. In queste settimane sto avendo conferma di come la nostra offerta culturale e turistica non abbia nulla da invidiare a quelli vicino a noi: la differenza spesso sta nella capacità di investire nella comunicazione e nel marketing. Oggi infine vale molto di più il turismo nei weekend: dovremmo pensare a pacchetti che permettano il passaggio in 48 ore tra i nostri musei e i nostri teatri, pacchetti che permettano una toccata e fuga, modalità sempre più diffusa”.
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