Sessant’anni di storia non si attraversano per caso. I New Trolls salgono sul palco del Fol in Fest, in una Piazza delle Miniere a Ferriere affollata, attenta e alla fine emozionata, con il peso e il privilegio di un repertorio che ha segnato intere generazioni, trasformando il concerto in un viaggio collettivo nella memoria della musica italiana.
La formazione guidata dagli storici fondatori Nico Di Palo e Gianni Belleno continua a portare in scena i grandi classici della band, mantenendo vivo un patrimonio musicale che va ben oltre la nostalgia.
La cornice del festival aggiunge un valore speciale all’esibizione. In un luogo dove la montagna invita alla riflessione, all’autenticità e al ritorno alle radici, le canzoni dei New Trolls sembrano trovare una dimensione naturale. Brani come Quella carezza della sera, Aldebaran, Una miniera e Davanti agli occhi miei non sono semplicemente eseguiti: vengono condivisi con un pubblico che li canta all’unisono, creando un’atmosfera intima e coinvolgente.
La forza del concerto sta proprio nell’equilibrio tra tecnica ed emozione. La voce di Nico Di Palo conserva quella capacità di arrivare dritta al cuore, mentre la band dimostra un’intesa costruita in decenni di musica vissuta insieme. Non c’è spazio per effetti speciali o artifici scenici: bastano le canzoni, suonate con passione e rispetto per la loro storia.
L’anniversario dei sessant’anni diventa così qualcosa di più di una semplice celebrazione. È la conferma di quanto il repertorio dei New Trolls sia rimasto attuale, capace di parlare sia a chi li segue dagli anni Settanta sia a un pubblico più giovane che scopre oggi una delle pagine più importanti del rock melodico italiano.
In un festival dedicato alla montagna, dove il valore del tempo, della memoria e delle radici è parte integrante del racconto, i New Trolls dimostrano che anche la musica può essere un sentiero da percorrere insieme. Un concerto elegante, sincero e ricco di emozioni, che non guarda soltanto al passato, ma ricorda come le grandi canzoni sappiano continuare a vivere, stagione dopo stagione.
Ad aprire il concerto, dopo i saluti del direttore artistico del festival Massimo Polledri e di Max Marchini produttore e critico musicale piacentino che, insieme a Camillo Mozzoni, ha voluto e proposto l’organizzazione del concerto all’interno del Fol in Fest, è stato il gruppo Kerygmatic Project, nato nel 1991 da un’idea di Samuele Tadini, Danilo Nobili e Marco Campagnolo, interpreti del progressive rock britannico.
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