Giorno della Memoria, l’omaggio di Piacenza alle vittime della Shoah ai Giardini della Memoria, con gli interventi del sindaco Katia Tarasconi, della presidente della Provincia Monica Patelli e del prefetto Paolo Ponta. Il vescovo monsignor Adriano Cevolotto è intervenuto per la benedizione e il momento di preghiera.
Al termine, sono state consegnate le medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed ai familiari dei deceduti.
L’onorificenza alla memoria di Emilio Cergnul, militare deportato in Germania dal 9 settembre 1943 al 13 agosto 1945 e internato nel Campo di Concentramento di Buchenwald, è stata consegnata dal prefetto Ponta e dalla sindaca Tarasconi al figlio Giampaolo Cergnul e alla nipote Eleonora; la medaglia alla memoria di Luigi Trabucchi, militare deportato dall’8 settembre 1943 al 14 settembre 1945, internato presso l’Acciaieria Regione Ruhr, è stata ritirata dal figlio Gabriele Trabucchi cui l’hanno consegnata il prefetto Ponta, il sindaco di Besenzone Carlo Filiberti e il sindaco di Pontenure Giuseppe Carini.
“Lo scorso anno ho dovuto necessariamente accennare alla strage perpetrata da Hamas il 7 ottobre 2023 ai danni di inermi cittadini e di militari israeliani. Oggi, da Gaza e da tutta la Terra Santa giungono segnali di pace, di speranza per le popolazioni civili provate da sofferenze indicibili e di libertà per gli ostaggi. Il giusto e misurato ottimismo di queste giornate non può e non deve far venire meno la nostra vigile attenzione contro ogni rigurgito di antisemitismo e di razzismo, qualunque sia l’estrazione etnica, politica e culturale da cui provenga”, ha detto il prefetto Ponta.
“Vedete – e lo dico rivolgendomi idealmente, innanzitutto, ai bambini e ragazzi che ho incontrato questa mattina – la memoria può essere il faro più potente nel guidarci a fare la scelta giusta, a denunciare le ingiustizie e le discriminazioni, a farci carico della sofferenza altrui e prendercene cura. E’ la memoria che ci dà la forza di comprendere e rifiutare ogni gesto, ogni affermazione che possa richiamare anche lontanamente i simboli del nazifascismo. E’ la memoria, infine, che può renderci persone migliori“, ha detto Tarasconi.
“Senza memoria non c’è giustizia, perché chi si abbandona all’apatia morale è condannato a rivivere le pagine più buie della storia. Lo confermano, purtroppo, i numerosi conflitti che continuano a dilaniare anche questo tempo: odi, massacri e guerre ci ricordano che il disprezzo della vita e della dignità di ogni individuo conduce a discriminazioni, fanatismi e brutalità“, sono state le parole di Patelli.
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