Eventi a Piacenza

Gran finale per il Bobbio Film Festival 2025, il 9 agosto con “Fuori” e il 10 con “Campo di Battaglia”. Ospiti Mario Martone e Gianni Amelio

Gran finale nella splendida cornice del borgo per il Bobbio Film Festival. Giunto alla ventottesima edizione, il Festival per l’edizione 2025 ha riconfermato la sua identità come spazio di incontro con i protagonisti e le protagoniste del grande Cinema . Uno spazio di confronto tra artisti e artiste, critici cinematografici, addetti ai lavori, studenti e appassionati della settima arte.

Gran finale per il Bobbio Film Festival 2025

Il Bobbio Film Festival 2025 si chiude sabato 9 agosto con la proiezione del film “Fuori” di Mario Martone (ospite della serata assieme alla  sceneggiatrice Ippolita Di Majo), e domenica 10 agosto con “Campo di battaglia” di Gianni Amelio (ospite della serata).

9 agosto: Fuori

Fuori ha ottenuto 10 candidature e vinto 2 Nastri d’Argento con Valeria Golino, Miglior attrice protagonista e Matilda De Angelis ed Elodie, Migliori attrici non protagoniste. È stato presentato in concorso alla 77° edizione del Festival di Cannes.

Roma, 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l’incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Uscite di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica. Un rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.

10 agosto: Campo di battaglia

Presentato in Concorso all’81° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Campo di battaglia ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d’Argento e 3 candidature ai David di Donatello.

Sul finire della Prima guerra mondiale, due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i feriti più gravi. Molti di loro però si sono procurati da soli le ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare a combattere. Stefano, di famiglia altoborghese, è ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a suo modo lo sbirro. Giulio, apparentemente più comprensivo e tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un biologo. Anna, amica di entrambi dai tempi dell’università, sconta il fatto di essere donna. A quei tempi, senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a una laurea in medicina. Ma lei affronta con grinta un lavoro duro e volontario alla Croce Rossa. Qualcosa di strano accade, intanto, tra i malati: molti si aggravano misteriosamente. Forse c’è qualcuno che provoca di proposito delle complicazioni, perché i soldati vengano mandati a casa, anche storpi, anche mutilati, purché non tornino in battaglia. C’è dunque un sabotatore nell’ospedale, di cui Anna è la prima a sospettare. Ma sul fronte di guerra, proprio verso la fine del conflitto, si diffonde una specie di infezione che colpisce più delle armi nemiche. E presto contagia anche la popolazione civile…

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