Attualità

Humanities in oncology, terzo anno a Piacenza della scuola nazionale: tempo e attenzione per i pazienti. Cavanna: “Il rapporto umano è fondamentale” – AUDIO

E’ iniziato il terzo anno della scuola nazionale, con sede a Piacenza, Humanities in oncology che ha come obiettivo quello di favorire la capacità di ascolto del paziente. Sono presenti medici specialisti, provenienti da varie Regioni come Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La Scuola di alta formazione è stata istituita dal collegio italiano primari di oncologia medica ospedaliera ( Cipomo).

Questa eccellenza piacentina è nata nel 2024 perché molti oncologi si sono resi conto che la medicina sta andando talmente veloce, tanto da rischiare di confondere il malato con la malattia. Ci siamo accortispiega il noto oncologo Prof Luigi Cavannache i medici erano aggiornati sull’ultimo recettore, sull’ultima mutazione genetica, sull’ultimo farmaco, cosa necessaria ma non sufficiente. Infatti il rischio era di non considerare più il paziente con i suoi problemi. Quindi da questo ragionamento è nata l’idea di creare una scuola che desse degli strumenti formativi proprio ai medici per poter curare a 360 gradi le persone come è giusto che sia. 

Quali sono le reazioni dei medici specialisti presenti?

Da tre anni abbiamo riscontri molto positivi, tant’è che i coordinatori, i docenti, stanno raccogliendo tutti i dati di questi medici per uno studio con l’obiettivo di capire quanto il medico formato nella scuola possa poi lavorare e contagiare, in senso buono, i colleghi di lavoro. Comunque i medici sono davvero entusiasti quando finiscono questo corso.

Perché negli anni si è smarrito il rapporto umano tra medico e paziente? Eppure solitamente da sempre il paziente è quello che conosce meglio anche il proprio corpoQuesto è verissimo conclude Cavannatant’è che i medici imparano dai pazienti. Infatti sui libri di medicina tutti i sintomi delle malattie li abbiamo dedotti dai pazienti. Sul perché si sia smarrita la strada del rapporto umano, penso che  una gamba della medicina è andata molto veloce, quella delle conoscenze biologiche, mentre l’altra gamba del rapporto umano non è andata così veloce. Cosa fare? Si tratta di ristabilire un equilibrio tra le due cose.

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