Economia

Il ministro Salvini al convegno di Confedilizia: “Decreto Salva Casa, Regioni e Comuni facciano la loro parte”

«Ora la sfida per il decreto Salva-Casa è la messa a terra del provvedimento». Lo ha detto questa mattina, sabato 15 marzo, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intervenuto (in video collegamento) al convegno che si è tenuto al PalabancaEventi di via Mazzini e che ha fatto il punto sulla normativa e sulle linee guida del ministero. Un focus organizzato da Confedilizia (nazionale e locale) in collaborazione con la Banca di Piacenza. «Se il primo trimestre del 2024 si è concluso per le vendite immobiliari con un segno meno – ha esordito il ministro – e l’ultimo trimestre dell’anno si è chiuso con un +7% di compravendite immobiliari rispetto all’anno precedente, voglio che ci prendiamo una piccola parte di questo merito».

«Si tratta – ha proseguito – di ridare segnali di semplificazione e di sburocratizzazione, non di fare un condono, e di restituire il diritto alla proprietà». Quanti degli ottomila comuni italiani stanno effettivamente accelerando, semplificando, venendo incontro alle esigenze sia dei professionisti, sia dei cittadini?, si è domandato il vicepresidente del Consiglio, osservando che se la norma semplifica sulla carta ma non è messa a terra, non entra negli uffici tecnici comunali perché nessuno vuole prendersi la responsabilità, alcuni per ideologia, manca il passaggio finale. «Mi dispiacerebbe – ha concluso il ministro Salvini – che la pubblica amministrazione, per inerzia o per mancanza di volontà, togliesse mesi all’applicazione di una norma che abbiamo costruito insieme come passaggio virtuoso per rimettere in circolo tanti immobili ora fuori dal mercato».

Un percorso, è stato ricordato dallo stesso ministro e dal presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, annunciato nel settembre del 2023 proprio a Piacenza al Coordinamento legali di Confedilizia che si tiene ogni anno alla Sala convegni della Banca di Piacenza alla Veggioletta.

Dopo i saluti del presidente del popolare Istituto di credito Giuseppe Nenna («il nostro presidente Corrado Sforza Fogliani sarebbe contento di vederci riuniti in questa sala a lui dedicata a dibattere di un tema di grande attualità con relatori di alto livello») e del presidente di Confedilizia Piacenza Antonino Coppolino («oggi parliamo di un provvedimento importante e serio in materia di edilizia che offre soluzioni ragionevoli a problemi reali; cerchiamo di applicare il più possibile le linee guida del ministero affinché si trasformino in fonte del diritto»), ha introdotto i lavori l’avv. Spaziani Testa («il Salva Casa affronta una materia che si intreccia con le competenze delle Regioni e dei Comuni: un fattore che diventa un problema a monte rispetto all’efficacia che potrà avere»).

Giovanni Govi, presidente Centro studi Confedilizia di Bologna, ha quindi trattato dei contenuti del provvedimento, evidenziando le modifiche di maggior rilievo al testo unico dell’edilizia, rimarcando l’importanza del raccordo tra normativa nazionale e regionale e inquadrando il provvedimento come un percorso di semplificazione per agevolare la soluzione di piccole irregolarità che bloccano le compravendite.

Maria Benedetta Pancera, presidente Collegio notarile di Piacenza, ha invece parlato degli effetti sulle compravendite immobiliari del Salva Casa, osservando come il decreto di per sé non tocchi le problematiche degli abusi primari, che più coinvolgono l’attività dei notai, bensì si ponga l’obiettivo di dare certezze al mercato immobiliare («ma per vederne gli effetti ci vorrà tempo»).

Pietro Boselli, vicedirettore generale della Banca di Piacenza, ha dal canto suo trattato dell’incidenza sulle garanzie bancarie del decreto, indicando quattro tipi di benefici: la riduzione del rischio legale, la valorizzazione degli immobili (regolarizzati valgono di più e rappresentano per le banche una garanzia più solida), maggiore liquidabilità nelle procedure esecutive e aumento delle transazioni immobiliari («le misure contenute nel Salva Casa stimolano il mercato immobiliare e finanziario; la sfida sarà quella di evitare un eccessivo aumento del prezzo degli immobili»).

Alessandro Rizzi, del Coordinamento urbanistica Confedilizia, ha esaminato gli aspetti tecnici del decreto lamentando il ritardo della Regione Emilia Romagna nella “messa a terra” evocata dal ministro Salvini («attendevo il Salva Casa, perché c’è tanto bisogno di semplificazione in un settore costellato di cavilli burocratici»).

Gian Paolo Ultori, presidente Collegio geometri di Piacenza, ha infine trattato delle applicazioni in sede locale, segnalando in generale una difficoltà dei tecnici ad operare in una realtà dove le indicazioni e le interpretazioni delle norme sono diverse in base al capoluogo o al singolo comune con cui hai a che fare.

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