Attualità

Insieme per la Nefro, un week end riabilitativo per pazienti e famiglie nato dal ricordo di Giuseppe Betti

Il ricordo e l’affetto diventano sostegno concreto per i pazienti nefropatici e le loro famiglie. Questo è “Insieme per la Nefro”, un progetto solidale nato in memoria di Giuseppe Betti, ex campione di boxe e paziente del reparto di Nefrologia, che il 20 e 21 settembre si concretizzerà in un weekend riabilitativo e formativo a Salsomaggiore Terme.

A trasformare la memoria in un’opportunità di sostegno è stata la famiglia Betti – in particolare la figlia Katiuscia – che, con il supporto di amici e personale sanitario, ha promosso un evento benefico per raccogliere i fondi necessari all’iniziativa.

«Insieme per la Nefro non è solo un progetto, è una storia che porterò nel cuore – ha sottolineato Katiuscia – È la storia di mio padre Giuseppe. Per lui la dialisi peritoneale è stata una sfida impegnativa, che ha affrontato con forza e dignità. Accanto a lui ho compreso che la cura non è fatta solo di terapie e macchinari, ma anche della cura degli affetti: sorrisi, parole, gesti che ti fanno sentire una persona e non solo un paziente. Questo l’ho trovato nel reparto di Nefrologia. Per questo abbiamo voluto esprimere la nostra gratitudine al dottor Scarpioni e a tutto il suo team, e fornire un supporto concreto a pazienti e famiglie, valorizzando l’attività quotidiana dei professionisti.

Il weekend a Salsomaggiore Terme rappresenterà un’occasione di cura e benessere che, grazie alla presenza di un’équipe multidisciplinare, permetterà loro di vivere un momento di relax in totale sicurezza al fianco dei familiari. Il mio grazie va a Sonia Ambrogi. Giorgio Betti, Massimo Caperdoni che mi hanno accompagnata in questo progetto. Un ringraziamento speciale a Paola Chiappini, e a tutto il reparto di Nefrologia».

Il 20 e 21 settembre 2025dodici pazienti in dialisi domiciliare e nove caregiver saranno ospiti alle terme di Salsomaggiore, seguiti da un’équipe multidisciplinare composta da due medici, sei infermieri, un fisioterapista, una dietista e una psicologa. Il programma prevede attività fisiche, laboratori pratici sull’uso dei dispositivi di protezione del catetere peritoneale in acqua, workshop psicologici sulla gestione dell’ansia, laboratori di cucina guidati dalla dietista e momenti di confronto con nefrologi e infermieri sui temi della prevenzione, della cura e della gestione del trapianto e della dialisi.

Gli obiettivi del progetto sono molteplici: potenziare l’autonomia e le competenze dei pazienti, sostenere la resilienza loro e dei caregiver, promuovere corretti stili di vita e ridurre l’isolamento sociale.

“Questo progetto rafforza il nostro impegno nell’umanizzazione delle cure e a mettere il paziente al centro, offrendo non solo cure mediche, ma un sostegno che abbraccia anche il benessere psicologico e sociale – ha sottolineato Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Piacenza – È un esempio virtuoso di come la generosità della comunità possa trasformarsi in un beneficio concreto per la salute dei cittadini”.

“L’Azienda Usl di Piacenza oggi dispone di 38 apparecchi per l’emodialisi, con 185 pazienti seguiti tra Piacenza, Fiorenzuola, Castel San Giovanni e Bobbio – ha evidenziato Roberto Scarpioni, direttore di Nefrologia e dialisi – A questi si aggiungono 38 pazienti in dialisi domiciliare, 150 trapiantati e circa 800 persone seguite nei Day Hospital. Un mondo di familiari che supporta i pazienti nella gestione delle terapie domiciliari, spesso decisivi per la riuscita dei trattamenti. In questi due giorni, sempre nell’ottica di una umanizzazione delle cure che contraddistingue il nostro fare quotidiano, il personale sanitario metterà a disposizione le proprie competenze e l’esperienza per accogliere dubbi e richieste, creando un momento di formazione e condivisione”.

“Voglio ringraziare tutti i professionisti coinvolti: la dottoressa Teresa Valsania, il personale infermieristico Paola Chiappini, Elena Bravetti, Gaetano Gallo, Francesca Loccardi, Ainoha Parmigiani, Vincenza Perna e Orietta Soprani, insieme alla coordinatrice Simona Lascani, la psicologa Monica Premoli e la dietista Chiara Perri“.

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