Attualità

Giornata della Memoria, all’Università Cattolica la resistenza silenziosa degli internati militari italiani

Una Resistenza senza armi, silenziosa e a lungo rimasta ai margini della memoria collettiva. È quella degli internati militari italiani (Imi), al centro dell’incontro promosso il 27 gennaio dall’Università Cattolica a Piacenza in occasione della Giornata della Memoria.

Aula gremita, con oltre 250 studenti delle scuole superiori, per una mattinata di studio dedicata a una delle pagine più complesse e meno conosciute della storia italiana del Novecento. L’iniziativa, promossa dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza, ha visto gli interventi del professor Saverio Gentile, Storia del diritto medievale e moderno presso la facoltà piacentina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e della professoressa Valentina Giorgia Maria Villa, storica della Facoltà di Scienze politiche della sede milanese dell’Ateneo.

Ad aprire i lavori è stato il preside Marco Allena, che ha ricordato come la celebrazione della Giornata della Memoria rappresenti per la Cattolica «una tradizione consolidata». «Quest’anno, nel campus di Piacenza» ha ricordato «abbiamo scelto di soffermarci sugli Imi, i soldati italiani deportati nei campi nazisti dopo l’8 settembre 1943. A loro venne attribuita una definizione giuridica che li privò dello status di prigionieri di guerra e quindi di ogni tutela internazionale. Una condizione che ne aggravò la sorte e che contribuì, nel dopoguerra, a una lunga rimozione della loro vicenda».

Dopo l’armistizio, furono circa 650mila i militari del Regio Esercito che rifiutarono di continuare a combattere al fianco della Germania nazista. Una scelta che comportò la deportazione nei lager tedeschi e una durissima prigionia. Secondo le ricerche dell’Isrec, 5.846 di questi soldati erano piacentini.

Nel suo intervento, la professoressa Villa ha ricostruito il significato storico e civile di quella decisione. «Nel secondo dopoguerra» ha spiegato «l’immagine simbolo della Resistenza è stata a lungo quella del partigiano armato. Solo nel tempo la storiografia ha ampliato lo sguardo, includendo forme diverse di opposizione al nazifascismo, tra cui quella degli internati militari: una Resistenza senza le armi, ma non meno radicale».

Nei campi, i soldati italiani furono sottoposti a continue pressioni per aderire alla Repubblica sociale italiana: promesse di migliori condizioni di vita, cibo, privilegi. Di fronte a queste offerte, solo una minoranza accettò. La grande maggioranza scelse di restare prigioniera. Circa 50mila internati morirono prima della fine della guerra, a causa di fame, stenti, malattie, violenze e fucilazioni. Molti persero la vita durante le estenuanti marce forzate imposte dai nazisti negli ultimi mesi del conflitto.

«Per molti» ha sottolineato la storica «pesò la fedeltà al giuramento, ma anche la stanchezza verso una guerra percepita come inutile, l’esperienza drammatica della campagna di Russia e la volontà di salvaguardare la propria dignità personale».

Una scelta pagata a caro prezzo, ma che oggi viene riconosciuta come una delle forme più alte di opposizione morale al nazifascismo.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Share

Articoli recenti

Volley – Gas Sales Piacenza vince in rimonta Gara 2, serie pareggiata con Modena! Boninfante: “Bella partita”

Gas Sales Piacenza supera Modena in Gara 2 dei Quarti di Finale dei Play Off Scudetto,…

9 ore fa

Scherma – Nei Campionati italiani a squadre a Piacenza il Circolo “Pettorelli” difende la B1 nella spada femminile

Missione-salvezza andata in porto oggi per il Circolo "Pettorelli" nella seconda giornata dei Campionati italiani…

10 ore fa

Festival della cultura della Libertà: “America batte Europa su tecnologia e finanza”. Trump? “Razzola meglio di quando predichi” – FOTO e VIDEO

«È insensato fare di Trump il capro espiatorio dei fallimenti dell’Unione europea, che è spesso…

12 ore fa

Rugby – Soladria Serie A Elite: Viadana scappa nel secondo tempo e piega i Lyons

Un grande primo tempo non basta ai Lyons, che rimangono a secco nella ripresa e…

13 ore fa

Referendum sulla giustizia, la proposta di Fratelli d’Italia: “Un confronto pubblico tra gli avvocati del consiglio comunale”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Piacenza propone l’organizzazione di un…

15 ore fa

Pianello, centrodestra per il sì al referendum sulla giustizia: “Serve un voto consapevole”

Grande attenzione a Pianello Val Tidone per l’incontro pubblico promosso dal Centrodestra piacentino nell’ambito del…

15 ore fa