Filippo Inzaghi saluta Brescia (squadra di Serie B, attualmente al quinto posto) ma non nasconde la sua amarezza per l’esonero. In una lunga lettera pubblicata su Instagram sottolinea quelle che, a suo parere, sono state le mancanze della società nei suoi confronti.
“Nove mesi fa sono arrivato a Brescia carico di voglia di fare. Mi era stato chiesto un consolidamento della squadra in serie B con un sogno playoff. Dal quale era nato l’impegno a non esonerarmi se la squadra fosse rimasta tra le prime otto. Tra me e la città è stato subito amore, a Brescia è nato mio figlio e qui staremo per un po’. Assieme all’enorme rammarico per questo esonero, comunicato con una fredda email e senza nemmeno una telefonata, lascio un gruppo splendido che mi sono sudato, scendo da un treno in corsa che no avrei mai voluto lasciare.
Con grande dignità lascio il testimone a chi verrà dopo di me augurandogli ogni vittoria possibile. Ci tengo però a chiudere con una riflessione che verrà approfondita nelle sedi competenti. Trovo assurdo che in uno stato come l’Italia che per l’appunto è una “Repubblica basata sul lavoro”, le altre cariche dello sport non assumano responsabilità per tutelare gli impegni contrattuali”.
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