EBITDA di 418 milioni di euro, risultato che pone una base solida per la crescita attesa nei prossimi mesi. Il primo trimestre è stato caratterizzato da 4 milioni di euro di crescita organica principalmente nei business regolati, da 4 milioni di euro di sinergie conseguite, in linea con le previsioni di Piano Industriale, e dal recupero di marginalità degli impianti di trattamento materia. Indebitamento finanziario netto in riduzione grazie alla solida generazione di cassa, che finanzia integralmente gli investimenti del periodo, in crescita del +3%, destinati principalmente a ciclo idrico integrato, reti elettriche e raccolta rifiuti per il miglioramento della qualità ed efficienza dei servizi.
Il Consiglio di Amministrazione di IREN S.p.A. ha approvato in data odierna i risultati consolidati al 31 marzo 2026.
Luca Dal Fabbro, Presidente esecutivo del Gruppo Iren, ha dichiarato: “I risultati trimestrali appena approvati dal Consiglio di Amministrazione pongono basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi. La performance è sostenuta dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che raggiungono il 73% dell’Ebitda, e dalla continua disciplina nell’esecuzione del piano industriale. La guidance viene pienamente confermata, con un EBITDA previsto in aumento a fine 2026 del +4%, investimenti pari a circa 950 milioni di euro e un ratio IFN/EBITDA di 3,1x. Estendiamo inoltre la nostra visibilità sull’utile netto, atteso anch’esso in crescita a fine anno del +3% rispetto al 2025, a testimonianza della robustezza della strategia industriale e finanziaria del Gruppo.”
Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo, ha dichiarato: “I risultati del trimestre confermano una performance operativa solida, caratterizzata da un EBITDA pari a 418 milioni di euro e un Utile netto pari a 129 milioni di euro, e sostenuta da 4 milioni di euro di crescita organica, dal progressivo dispiegarsi delle sinergie industriali, per ulteriori 4 milioni di euro, e dal recupero della marginalità degli impianti di trattamento dei rifiuti. La filiera energetica, impattata in questo primo trimestre da minore produzione idroelettrica e maggiore competizione nella supply, è attesa però in miglioramento nella seconda parte dell’anno. La generazione di cassa si mantiene robusta e consente di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano.”
Moris Ferretti, Vice Presidente esecutivo del Gruppo, ha dichiarato: “Risultati in linea con le attese anche dal punto di vista ESG, trainati dal 62% di investimenti ammissibili per la Tassonomia europea. Il forte impegno del Gruppo nella creazione di città più sostenibili si riflette nell’aumento della raccolta differenziata, che raggiunge il 71,4%, nell’espansione delle volumetrie teleriscaldate a 115 mmc (+2%) e nella crescita del risparmio energetico generato dai prodotti e servizi offerti (+3%). Il Gruppo si conferma un motore di innovazione sostenibile e un abilitatore di crescita per i territori in cui opera, nei quali focalizza circa il 95% degli investimenti.”
I Ricavi consolidati al 31 marzo 2026 si attestano a 1.814,1 milioni di euro, in diminuzione del -13,3% rispetto ai 2.092,8 milioni di euro del primo trimestre 2025. I principali fattori di diminuzione sono riferibili alla flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 50 milioni di euro dalla diminuzione dei prezzi delle commodities e per oltre 200 milioni di euro dai minori volumi delle forniture energetiche. Risultano in flessione per circa 30 milioni di euro anche le attività di efficienza energetica.
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 417,8 milioni di euro, in sostanziale allineamento (-0,2%) rispetto ai 418,5 milioni di euro del primo trimestre 2025. Lo scenario energetico è stato caratterizzato da prezzi delle commodities molto volatili con andamento divergente nei singoli mesi, ma complessivamente con effetti positivi sui margini di produzione, in parte limitati dall’alto livello di copertura eseguito in anticipo nel corso del 2025 per porre, con anticipo, i margini in sicurezza.
L’andamento dei prezzi, ai fini del margine di produzione energetica, ha comportato effetti positivi pari a circa +10 milioni di euro. A fronte di uno scenario energetico con effetti positivi, si è registrato un peggioramento del risultato per effetto delle minori quantità prodotte, in particolare della produzione Idroelettrica (-36,3%), riconducibile a una manutenzione straordinaria sui bacini che ha comportato il loro completo svuotamento a fine 2025.
La riduzione dei volumi da fonte idroelettrica ha avuto un effetto, rispetto allo scorso anno, di circa -11 milioni di euro, soltanto marginalmente compensato dalle maggiori produzioni fotovoltaiche, anche grazie all’entrata in funzione dell’impianto di Noto a far data da settembre 2025 (+1 milione di euro).
Risulta invece allineato al primo trimestre 2025 l’apporto del corrispettivo “Capacity market” e del Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD). In flessione risulta l’attività di commercializzazione delle commodities energetiche (-13 milioni di euro) per l’atteso minor margine della vendita gas (-11 milioni di euro) e della vendita di energia elettrica (-2 milioni di euro).
Un contributo positivo al margine è generato dalla crescita organica del Servizio Idrico Integrato della BU Reti (+3 milioni di euro) connesso principalmente ai riconoscimenti tariffari in conseguenza degli investimenti effettuati negli scorsi anni e dagli effetti regolatori positivi del settore (+1 milione di euro). La variazione del margine in riferimento alle singole business unit è così suddivisa: business unit Reti +4,5%, Ambiente +1,4%, Energia -3,6% e Mercato -3,7%.
Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 211,7 milioni di euro, in diminuzione del -5,4% rispetto ai 223,7 milioni di euro del primo trimestre 2025. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 9 milioni di euro relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 3 milioni di euro.
L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti si attesta a 128,6 milioni di euro, in diminuzione (-5,1%) rispetto al primo trimestre 2025, quando si attestava a 135,4 milioni. Il decremento riflette sostanzialmente l’andamento del risultato operativo e un tax rate pari a 29,6%, leggermente inferiore rispetto al dato del periodo comparativo (30,0%).
L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 4.177,2 milioni di euro al 31 marzo 2026, in diminuzione di 44,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2025 (-1,1%). Al riguardo, il flusso di cassa operativo pari a 257 milioni di euro copre ampiamente gli investimenti effettuati pari a 192 milioni di euro. Si segnala inoltre la cessione di una prima tranche di crediti fiscali maturati nell’ambito dell’eco-super bonus per 54 milioni di euro e un decremento stagionale del capitale circolante netto per 12 milioni di euro.
Gli investimenti complessivi realizzati nel periodo ammontano a 192 milioni di euro, di cui 190 milioni di euro di investimenti tecnici (+3%) e 2 milioni di euro di investimenti finanziari riconducibili l’acquisto di partecipazioni.
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