“Più differenzi, meno paghi”. Era questo il messaggio con cui veniva presentata ai cittadini la nuova tariffazione puntuale dei rifiuti. Ma oggi, con l’arrivo delle prime bollette, la realtà che stanno vivendo tanti cittadini appare ben diversa: importi spesso più alti rispetto al passato o, nella migliore delle ipotesi, invariati, a fronte però di un servizio più complicato, più gravoso per i cittadini e di una città evidentemente più sporca”, così Sara Soresi – capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale – che spiega di aver ricevuto diverse segnalazioni ricevute dai cittadini negli ultimi giorni.
Prosegue Soresi: “I piacentini oggi non solo devono impegnarsi maggiormente nella differenziazione dei rifiuti, ma si trovano anche a dover fare i conti con multe e bollette di difficile comprensione. E tutto questo mentre la percezione diffusa è quella di una città più sporca e di un sistema che ha scaricato sulle famiglie ulteriori incombenze senza tradursi nei benefici economici promessi”.
La capogruppo ha depositato quindi un’interrogazione per chiedere chiarezza sul funzionamento concreto della Tariffazione Corrispettiva Puntuale (TCP), entrata in vigore dal gennaio 2026.
“Uno degli aspetti più critici – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – riguarda proprio il meccanismo delle vuotature minime. Dalla lettura delle bollette sembrerebbe infatti emergere che il numero di vuotature attribuite ai nuclei familiari non rappresenti affatto una soglia premiale “compresa” nella tariffa, come molti cittadini avevano legittimamente inteso, ma un parametro che incide economicamente sulla bolletta stessa. In sostanza, il numero dei componenti del nucleo familiare finisce per pesare due volte: sia nella determinazione della quota fissa e della quota variabile base, sia nel numero di vuotature minime attribuite, che sembrano a loro volta concorrere alla determinazione del costo finale del servizio. Un meccanismo che rischia di penalizzare soprattutto le famiglie più numerose”.
Con l’interrogazione Soresi ha domandato all’Amministrazione comunale di chiarire se le vuotature indicate abbiano natura annuale o semestrale, se quelle non utilizzate possano essere recuperate nei mesi successivi e se ritenga corretto che il medesimo parametro anagrafico – il numero dei componenti del nucleo – incida più volte sulla determinazione della tariffa. Ha inoltre chiesto se il Comune ritenga davvero che le bollette oggi siano chiare e comprensibili per i cittadini oppure se non sia invece necessario intervenire urgentemente per garantire maggiore trasparenza e leggibilità.
“Quando si introduce un sistema che incide direttamente sulle tasche delle famiglie – conclude la capogruppo – serve chiarezza, correttezza e trasparenza. E soprattutto, serve che alle promesse iniziali corrispondano risultati concreti, cosa che oggi molti cittadini, guardando le proprie bollette, faticano sinceramente a vedere”.
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