Eventi a Piacenza

La speranza del malato, convegno il 22 gennaio a Piacenza. Prof Cavanna: “Le persone in ospedale non devono diventare un numero” – AUDIO

Giovedì 22 gennaio alle ore 17 presso il salone d’onore della Fondazione di Piacenza e Vigevano è in programma “La speranza del malato” con la partecipazione tra gli altri del Vescovo Mons. Gianni Ambrosio e del Prof. Luigi Cavanna che ha parlato dell’appuntamento a Radio Sound.

Gli organizzatori dell’evento hanno pensato di sviluppare il tema della speranza del malato, perché ci sono già delle problematiche emerse nel passato, ma anche altre legate anche al presente dove i tempi per conoscere la storia personale del paziente sembrano diminuirsi giorno dopo giorno. Inoltre quando si viene ricoverati in ospedale di tende a perdere la propria identità.

Spesso quando una persona viene ricoverata – commenta il Prof Cavanna – diventa o un numero o un caso clinico, oppure ancora di più, chiamato con la sua patologia. In questo modo si perde l’identità. Attualmente siamo in un periodo della nostra società fluida, in cui domina un certo senso di paura, di individualismo, di isolamento e quando si è malati diventa importante, da parte del personale, dare speranza al paziente. Questo non vuol dire essere ottimisti o dire che andrà tutto bene, quella frase ricorrente durante il Covid, ma significa impegnarsi.

In che modo?

I professionisti della salute, devono impegnarsi per curare meglio quella persona e sapere che magari c’è sempre qualcuno che ne sa qualcosa più, quindi serve un confronto. Oggi è molto facile, siamo in connessione con tutto il mondo, quindi quando magari sembra tutto finito, dobbiamo avere l’umiltà, la voglia e il coraggio di sentire altri pareri. Magari c’è una sperimentazione in corso, c’è qualcosa di nuovo da poter porre all’attenzione del nostro malato.

Anche il malato deve avere speranza

Il paziente deve avere quella speranza che lo aiuta comunque a superare momenti difficili. Poi chi ha la fede, ha questa speranza, ma chi non crede deve comunque sentire attorno quel calore e sapere che c’è un gruppo di persone che si impegnano per il suo miglioramento.

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