“Uno studio attribuito all’Azienda sanitaria di Piacenza (intitolato “Epidemia di Covid-19 in provincia di Piacenza: relazione tecnica”) rivela che a Piacenza i primi sintomi della malattia sono comparsi tra il 10 e il 21 febbraio, data in cui è stato confermato il primo caso in Italia.
Secondo l’Ausl a Piacenza e provincia tra il 10 e il 21 febbraio c’erano già 102 ammalati con sintomi di Covid-19. Dunque, ben prima della scoperta del paziente 1 di Codogno; del focolaio e della zona rossa nel Basso Lodigiano.
Pertanto, considerato che lo studio attesta l’esplosione di 102 casi in 11 giorni, come è stato possibile che, nonostante lo stato di emergenza, a Piacenza tra il 10 e il 21 febbraio nessuno si sia accorto di nulla? Perché non sia stato individuato nessun focolaio? Forse i contagiati in questione sono stati inquadrati come ammalati con “sintomatologia sfumata”.
È quanto chiedono i consiglieri regionali piacentini del Carroccio, Valentina Stragliati e Matteo Rancan.
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