Politica

Legambiente: “Cinque proposte per togliere piazza Cittadella dal guado, meno cemento e più verde”

Legambiente Piacenza si è sempre opposta con fermezza al parcheggio interrato in Piazza Cittadella: un progetto dannoso per una piazza storica, nato da una procedura discutibile e contrario ai principi della mobilità sostenibile. Abbiamo contrastato questa scelta anche nelle sedi giudiziarie attraverso il Ricorso ex art.700 contro il taglio delle piante e, insieme a residenti, associazioni e comitati, ci siamo mobilitati per difendere gli alberi e impedire inutili scavi. Oggi, purtroppo, la città paga le conseguenze di decisioni sbagliate e di una gestione che ha prodotto degrado e un’immagine indegna di un luogo così importante.

Da decenni proponiamo alternative concrete, compresi parcheggi esterni capaci di migliorare l’accesso alla zona nord della città. Proprio per senso di responsabilità abbiamo partecipato, nonostante tutte le perplessità che abbiamo reso pubbliche, al percorso promosso dall’Amministrazione e affidato ad Arcadis. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità per superare l’attuale situazione di stallo che produce un’immagine della città davvero inqualificabile.

La partecipazione, però, non può diventare una semplice formalità, lo avevamo ben sottolineato all’inizio degli incontri. Ed infatti il percorso è stato troppo breve per permettere una reale partecipazione, il mandato affidato ad Arcadis troppo limitato e la richiesta di prosecuzione del percorso per elaborare il progetto finale sulla base delle istanze dei cittadini non è stata accolta. È mancato anche un riconoscimento politico della legittimità delle battaglie condotte in questi anni da cittadini, associazioni e comitati che avevamo chiesto.   

Dopo quattordici anni da un contratto nato male e gestito peggio, non è accettabile cercare una soluzione frettolosa soltanto per restituire un’immagine decorosa alla piazza in vista delle prossime elezioni comunali. Piazza Cittadella merita una visione di lungo periodo, costruita sui bisogni dei cittadini e sul valore storico, culturale e civile di questa parte della città.

Sappiamo che altre realtà associative hanno espresso contrarietà al progetto di Arcadis e propongono, legittimamente, percorsi e modalità di intervento che, pur con diversa impostazione rispetto a Legambiente, possono contribuire a trovare una soluzione migliore e più condivisa per Piazza Cittadella.

Riteniamo ancora possibile portare quei correttivi, se pur minimi purtroppo, all’abbozzato progetto della piazza e siamo per l’ennesima volta a richiedere che ciò che, insieme ad altri cittadini, abbiamo già offerto e presentato in fase di percorso partecipato, possa essere recepito ed inserito nell’ambito dell’appalto di progetto esecutivo e realizzativo.

In particolare, le nostre richieste riguardano:

Meno “cemento”

La prevista distesa di calcestruzzo e cotto, anche se definita “drenante”, non è una soluzione accettabile. Circa 2.500 metri quadrati di superficie rischiano di trasformarsi comunque in una piastra rovente, in aperto contrasto con ogni strategia di adattamento climatico.

Chiediamo al suo posto, nel rispetto del cono visivo richiesto dalla Soprintendenza, una vera area verde, cosi come del resto tantissimi cittadini hanno chiesto in queste settimane. In merito alla problematica sollevata dei maggiori costi di gestione, Palazzo Farnese e Piazza Cittadella meritano un investimento adeguato, capace di valorizzare il patrimonio storico e migliorare la qualità della vita di residenti e visitatori.

Più alberi ed ombra

La trentina di piante previste ed i cespugli ed essenze erbacee inserite nel progetto non sono sufficienti a contrastare l’isola di calore rappresentata dalla piazza. Chiediamo quindi una presenza arborea più significativa, sempre compatibile con il cono visivo indicato dalla Soprintendenza e preceduta da un’attenta verifica del sottosuolo tramite georadar per verificare la presenza di reperti archeologici che possano essere valorizzati nel contesto del progetto. In specifico l’area destinata a spazio\aula didattica (la stanza delle scuole) deve essere maggiormente alberata e progettata per garantire ombra nelle ore più calde cosi come l’area a boschetto, non chiamiamola foresta urbana, potrebbe essere ampliata rispetto all’area destinata allo spazio pubblico.

Via Cittadella completamente pedonale

Via Cittadella deve essere chiusa integralmente al traffico, almeno nell’ultimo tratto davanti alla scuola Mazzini e non solo negli orari scolastici. Solo così sarà possibile realizzare una vera isola pedonale e soprattutto creare uno spazio sicuro davanti alla scuola. È una richiesta avanzata anche dagli insegnanti che hanno partecipato al percorso.

Un unico progetto per Piazza Cittadella e Piazza Casali

Piazza Cittadella e Piazza Casali non possono essere progettate come due spazi separati. La stessa Soprintendenza aveva richiesto una visione unitaria. Non chiediamo di cancellare il progetto già approvato per Piazza Casali, ma di introdurre varianti compatibili con le prescrizioni esistenti e senza costi aggiuntivi, per garantire maggiore coerenza urbana e favorire pedoni, biciclette e mobilità sostenibile. Alcune proposte sono state puntualmente esposte nel parere a suo tempo espresso dalla Consulta Ambiente e Territorio, totalmente inascoltate.

Un parcheggio scambiatore fuori dal centro

Il problema dei parcheggi non può essere ignorato né separato dal progetto della piazza. Oltre alle possibili soluzioni nell’area ex Pontieri e nelle caserme Nino Bixio o Nicolai, chiediamo di realizzare finalmente la proposta che sosteniamo da trent’anni: un parcheggio scambiatore nell’area ex demolitori, oltre la ferrovia lungo via XXI Aprile, all’altezza di Porta Borghetto. Un servizio navetta potrebbe collegare il parcheggio a Piazza Cittadella in cinque minuti. Non si può progettare una piazza senza decidere come cittadini e visitatori potranno raggiungerla.

.Le nostre proposte sono contributi di buon senso che vogliono fornire possibili soluzioni alle criticità ben note e manifestate anche in questa cruciale fase da molta parte della cittadinanza. Pensiamo meritino una chiara scelta politica ed una risposta che auspichiamo in questa direzione per mostrare alla città che il percorso non è stato solo una mera formalità.

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