Domenica, 20 agosto, i carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza in campo per casi di litigiosità tra le persone.
I militari sono dovuti intervenire cinque volte. A Piacenza, Calendasco, San Pietro in Cerro e Ponte dell’Olio. Hanno dovuto riportare alla calma “i contendenti” ed evitare che la situazione potesse degenerare.
Una prima discussione si è avuta a Piacenza in vicolo Moroni intorno alle 10 dove una giovane non riusciva ad entrare in casa dell’ex fidanzato per raccogliere le sue cose dopo che i due avevano in precedenza discusso. Alle 14 e 30 circa sempre a Piacenza i militari sono intervenuti per calmare l’ex compagno di una donna, che si era presentato dinanzi all’ingresso dell’abitazione dell’ex compagna per entrare a chiarire la situazione.
Probabilmente sono state le classiche incomprensioni o motivi di gelosia a far scoppiare una forte discussione avvenuta tra un uomo ed una donna, con una frequentazione occasionale, che si sono accusati di reciproci insulti e minacce intorno all’ 1 e 30 in località Tollara di Ponte dell’Olio. I due avevano cenato insieme in un ristorante della zona ed arrivati a casa hanno iniziato a litigare. La donna voleva entrare in casa per prendere alcuni suoi effetti personali. La pattuglia è intervenuta a sedare gli animi e ad invitare i due in caserma per chiarire tutta la vicenda.
Una pattuglia dei carabinieri intorno alle 10 è accorsa a Calendasco in via Anguissola. Era in corso una lite tra due uomini in coda per entrare in piscina. I militari hanno appurato che uno dei due litiganti aveva “saltato la coda”. Per questo l’altro cliente che era nella stessa coda lo aveva aggredito e colpito al volto. A causa del colpo rimediato, cadeva a terra battendo violentemente la nuca. E’ stato soccorso dal personale del 118 fatto intervenire e portato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza.
A San Pietro in Cerro intorno alle 21 e 30 i carabinieri sono intervenuti dinanzi all’abitazione di un anziano perché la sua badante, che risiedeva nell’abitazione, rientrata dal periodo di ferie non avendo le chiavi non riusciva ad entrare in casa. La donna contattava telefonicamente la nipote dell’anziano che gli riferiva che il familiare era stato portato presso una casa di riposo e che al momento non riusciva a recarsi presso l’abitazione per aprirgli. I militari dopo aver telefonato alla nipote riuscivano a far trovare un accordo tra le due donne. La badante, avendo rifiutato di essere accompagnata presso una struttura alberghiera per trascorrere la notte, è rimasta a dormire nella “veranda” dell’abitazione.
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