Ludopatia, un piacentino su tre pratica almeno quattro “giochi”: la nostra tra le province più a rischio in regione

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Percorsi familiarisportelli d’ascolto, laboratori nelle classi, attività di formazione per genitori e docenti. E ancora, gruppi terapeutici e di mutuo aiuto, iniziative in collaborazione con centri antiusura e sportelli sovra-indebitamento.

L’Emilia-Romagna continua a rafforzare il proprio impegno nella lotta al gioco d’azzardo attraverso il Piano d’azione contro la ludopatia 2022-2024: la Giunta regionale guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha approvato la ripartizione delle risorse alle Aziende sanitarie del territorio, da Piacenza a Rimini, per l’attuazione di iniziative di sensibilizzazione, prevenzione, formazione e assistenza, pari a oltre 3,2 milioni di euro. Più di 10 milioni di euro considerando gli ultimi 3 anni.

Un Piano d’azione suffragato dalla Legge regionale numero 5 del 4 luglio 2013 che, come conferma uno studio condotto dall’Amministrazione regionale sull’attuazione della normativa a livello territoriale, ha dato risultati importanti: negli ultimi 10 anni, dall’entrata in vigore della legge a novembre 2023, data dell’ultima rilevazione, in Emilia-Romagna sono diminuite del 45,2% le attività con gioco d’azzardo situate a meno di 500 metri da luoghi sensibili; si tratta, ad esempio, di scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

La Ricerca Gaps finanziata dalla Regione Emilia-Romagna

Per conoscere e approfondire il livello di conoscenza e consapevolezza dei rischi connessi al gioco d’azzardo, la Regione Emilia-Romagna nel 2020 ha finanziato una ricerca denominata GAPS – Gambling adult population survey, condotta dal Laboratorio di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari afferente all’istituto di fisiologia clinica del Cnr, che ha coinvolto 1.835 cittadini (il 50% uomini e il 50% donne), tra i 18 e gli 84 anni d’età, scelti tra i residenti di 37 Comuni della regione. In base ai dati rilevati, il 36% della popolazione emiliano-romagnola ha giocato d’azzardo nel 2020, i giochi più praticati sono risultati il Gratta&vinci e il Superenalotto. In generale, secondo i ricercatori le donne preferiscono il Lotto e gli uomini le scommesse sportive.

Il 34% dei partecipanti allo studio ha giocato d’azzardo in luoghi fisici di gioco, piuttosto che utilizzare il gioco on-line, soprattutto nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Bologna. I luoghi maggiormente frequentati sono bar tabacchi e abitazioni private. Il 6% della popolazione, invece, ha giocato online, soprattutto in provincia di Reggio Emilia, in particolare via smartphone.

Il 14% dei giocatori emiliano-romagnoli ha un comportamento di gioco a rischio di sviluppare una forma di ludopatia, con effetti gravi a livello di salute mentale, familiare e sociale e le percentuali più elevate si rilevano nelle province di Piacenza, Parma e Forlì-Cesena: giocano in percentuale maggiore a tutte le tipologie di gioco e quasi un terzo ne pratica almeno 4. Oltre la metà crede di potersi arricchire giocando grazie alla fortuna, e meno di un terzo per bravura. Un dato importante: i giocatori a rischio hanno una minor percezione dei rischi correlati al gioco d’azzardo./ADL

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