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Migranti in coda davanti alla questura, Pd: “Forte preoccupazione”. Il sindacato Siap risponde: “Critiche ma come sempre nessuna soluzione concreta”. Tagliaferri (FdI): “Servono interventi, non post sui social”

“Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione che da molti mesi interessa la Questura di Piacenza. Ogni giorno decine di persone attendono per ore all’esterno degli uffici per rinnovare il permesso di soggiorno, consegnare documentazione o ricevere informazioni su pratiche che, in molti casi, attendono una risposta da mesi”. Inizia così la nota del Pd.

LA NOTA DEL PD

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona (art. 2 della Costituzione) e richiede alla pubblica amministrazione di operare secondo criteri di imparzialità e buon andamento (art. 97). Lo stesso principio è affermato dall’articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata. Non sono principi astratti. Devono trovare concreta applicazione nel modo in cui le istituzioni si rapportano ogni giorno con le persone”.

Per questo esprimiamo forte preoccupazione per la situazione che da molti mesi interessa la Questura di Piacenza. Ogni giorno decine di persone attendono per ore all’esterno degli uffici per rinnovare il permesso di soggiorno, consegnare documentazione o ricevere informazioni su pratiche che, in molti casi, attendono una risposta da mesi. Sono lavoratori e lavoratrici, studenti, famiglie, persone che vivono nella nostra città e che si rivolgono allo Stato per esercitare un diritto e adempiere ai propri doveri.

Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà nelle quali operano gli agenti e il personale amministrativo della Questura, chiamati quotidianamente a gestire un servizio complesso con risorse spesso insufficienti. Il nostro non è un giudizio nei confronti di chi svolge questo lavoro con impegno. Proprio per questo riteniamo necessario intervenire affinchè venga garantita una risposta efficace.

La rimozione dei gazebo non è il problema. È il simbolo di una situazione che da troppo tempo costringe decine di persone ad attendere per ore all’aperto e ad aspettare per mesi una risposta amministrativa. È questa condizione che non può più essere considerata normale in uno Stato che fonda la propria azione sul rispetto della dignità della persona.

Questo non è un tema che riguarda “gli immigrati” contrapposti agli “italiani”. Riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni e la qualità dei servizi pubblici.

Chi attende davanti alla Questura non chiede un privilegio, ma il funzionamento di un servizio pubblico. Lo stesso principio varrebbe per chiunque fosse costretto ad affrontare ore di attesa davanti a qualsiasi ufficio della pubblica amministrazione. Difendere la dignità delle persone non significa riservare attenzioni particolari a qualcuno, ma pretendere che lo Stato garantisca a tutti servizi efficienti, tempi ragionevoli e condizioni di attesa rispettose.

L’efficienza della pubblica amministrazione è un bene comune. Quando un ufficio non riesce più a rispondere in tempi adeguati alle richieste dei cittadini, la soluzione non è rassegnarsi, ma individuare gli strumenti organizzativi e le risorse necessarie per superare le criticità.

Per questo chiediamo che si apra un confronto tra Questura, Prefettura, Comune e tutti i soggetti firmatari di questo comunicato, affinché vengano individuate rapidamente soluzioni concrete: aree di attesa adeguatamente protette dalle alte temperature e dalle intemperie, una migliore organizzazione degli accessi, tempi più certi nella gestione delle pratiche e, se necessario, un rafforzamento del personale e delle risorse destinate all’Ufficio Immigrazione.

Una comunità si riconosce anche da come le proprie istituzioni trattano le persone nei momenti più semplici della vita quotidiana. Il rispetto delle regole e la tutela della dignità non sono valori in contrapposizione: sono due principi che si rafforzano reciprocamente.

Su questo crediamo sia possibile e necessario costruire un impegno condiviso, nell’interesse della città e di tutte le persone che ogni giorno si rivolgono alle istituzioni.

Uno Stato che funziona è quello che sa essere rigoroso nel far rispettare le regole, ma altrettanto rigoroso nel garantire dignità, efficienza e rispetto a chi alle regole si affida. È questa l’idea di istituzioni che vogliamo difendere.

Partito Democratico, Piacenza Oltre, Italia Viva-Casa Riformista, Civica per Piacenza, AVS, ApP, M5S, Ass. Il Grande Colibrì, Ass. Arcangelo di Maggio, Fabbrica e Nuvole, Amnesty International Emilia Romagna, ANPI provinciale PC, UJDP Ass. Camerunensi, Giovani Democratici, Donne Democratiche, Associazione Cattolica Protezione della Giovane di PC, Mondo Aperto APS, Ass. Mouna ODV.

SULLA QUESTIONE INTERVIENE ANCHE IL SIAP (SINDACATO DI POLIZIA)

Anche oggi, due esponenti politici del Partito democratico, pubblicamente hanno criticato duramente la questione delle file davanti la questura e, come sempre, non leggo soluzioni concrete da parte di chi potrebbe, con la propria funzione elettiva, chiedere accesso agli atti e poi criticare e suggerire soluzioni per file che c’erano anche con i governi precedenti. Dico questo non per difendere l’attuale governo, ma perché credo che la cosa possa essere strumentale politicamente.

Noi la soluzione la abbiamo e la proporremo: meno accessi, solo quelli che stanno nell’atrio della questura, in base alle norme gi igiene e sicurezza, e impiegare il personale giovane nei servizi operativi topgliendolo dall’ufficio immigrazione.

Continuare, ogni giorno, a far accedere utenti più di quelli che ci si può permettere, non è più tollerabile. Siamo d’accordo con le critiche. Basta file e più volanti.

Del resto, da parte di ogni schieramento politico, in 25 anni di sindacato, hanno sempre criticato che i poliziotti devono stare fuori in servizio, e lo vogliamo pure noi e per questo manifesteremo. Si facciano le pratiche in base al personale civile e personale di polizia “anziano” e in base agli spazi di accoglienza.

Poi si lamenteranno per l’aumento della lungaggine burocratica? Fa niente, la fila non ci sarà più e avremmo più volanti. Sono stati effettuati, grazie al comune, lavori con nuove transenne e verranno cambiati i gazebo, ma ancora non va bene, 10 rinforzi – nuovi agenti – sono arrivati, e sono stati assegnati all’ufficio immigrazione, per effettuare più pratiche, ma non va bene. Solo critiche, senza sapere come funzionano le cose e senza proporre soluzioni sono fine a sé stesse visto che le file erano anche sinistre, ma ora sono più degne di nota.

Ogni giorno, in quelle file, ci sono anche poliziotti, con il caldo e con il freddo a regolarizzare le cose e tenere a bada taluni maleducati e cafoni, di ogni etnia.

Ci sono utenti che hanno appuntamento con l’orario ma non viene rispettato, in quanto vengono prima, mentre quello preso con le poste, un sistema avviato fine 2006, governo prodi, fornisce appuntamento con la data e senza orario. Invito questi signori politici a fare leva su questo alle poste, ma fidatevi, arriveranno ore prima.

Pertanto, noi la soluzione la abbiamo: meno pratiche. vogliamo più volanti e meno file. 9 settembre manifestazione a favore dell’impiego operativo dei poliziotti in strada. Basta servizi in ufficio burocratico, lo vogliono anche i poliziotti giovani.

LA RISPOSTA DI GIANCARLO TAGLIAFERRI (FDI)

«Sul rispetto della dignità delle persone non ci possono essere divisioni politiche. Chiunque si rivolga a un ufficio dello Stato deve poter essere accolto in condizioni decorose, senza dover attendere per ore sotto il sole. Su questo il collega Albasi non troverà certo Fratelli d’Italia su posizioni diverse.

Quello che però sorprende è che il Partito Democratico scopra oggi una situazione che va avanti da molto tempo. Le lunghe code davanti all’Ufficio Immigrazione della Questura di Piacenza non sono nate ieri e non sono certo una novità. Se davvero, come sostiene Albasi, da tempo si starebbe lavorando “con discrezione”, è legittimo chiedersi perché i cittadini continuino a vedere ogni giorno le stesse immagini e perché, fino a oggi, non siano arrivate soluzioni concrete.

La dignità delle persone non può essere evocata soltanto quando il problema diventa mediaticamente evidente. Serve piuttosto affrontarne anche le cause. Negli ultimi anni il numero delle pratiche e delle richieste è cresciuto in maniera significativa e questo impone un’organizzazione adeguata degli uffici, procedure più efficienti e risorse sufficienti per evitare che si creino situazioni di questo tipo.

L’obiettivo deve essere duplice: garantire servizi efficienti e tempi certi a chi ha diritto di rivolgersi agli uffici dello Stato, assicurando al tempo stesso il rispetto della legalità e il controllo delle procedure. Sono due principi che non sono in contraddizione, ma devono procedere insieme.

Fratelli d’Italia è disponibile a sostenere ogni iniziativa utile a migliorare l’organizzazione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Piacenza, perché nessuno debba affrontare ore di attesa in condizioni inaccettabili. Ma sarebbe auspicabile che il Partito Democratico accompagnasse gli appelli con un’assunzione di responsabilità, evitando di trasformare in denuncia pubblica una criticità che, mentre governava il Paese e gli enti locali, non è mai riuscito a risolvere.

Le soluzioni si costruiscono con gli interventi concreti, non con i post sui social.»

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