«Altro che Milleproroghe, dovremmo chiamarlo decreto Millepause. Tra mille interruzioni e rinvii, in commissione abbiamo assistito al paradosso di opposizioni schiacciate dall’ostruzionismo di una maggioranza che non trova accordo su nulla. A tal punto da litigare con il suo stesso Governo, rischiando di andare addirittura sotto nella votazione dell’emendamento dei renziani sulla prescrizione».
La deputata della Lega Elena Murelli commenta così il decreto votato alla Camera il 19 febbraio.
«Il Governo – ha proseguito Murelli – non ha mai deciso compatto e spesso si è diviso. Non c’è un intervento strutturale, soltanto una miriade di misure ad hoc per gli amici. Ad esempio, è stato bloccato il ripristino della cedolare secca ai negozi, un punto proposto dalla Lega. La tassazione agevolata sugli affitti, tra l’altro, non era stata rinnovata nella Legge di Bilancio 2020. La crisi economica galoppa, ma questo governo preferisce girarsi dall’altra parte».
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