Sono 87 le coppie, formate da studenti e studentesse dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (mentee) affiancati da manager e imprenditori (mentor), che l’altra sera si sono date appuntamento nel campus piacentino dell’ateneo, per un momento di bilancio e di apertura a nuove prospettive.
Ospite d’onore il Cavaliere Alberto Di Tanno, Presidente di Banca Più e Amministratore Delegato del Gruppo Intergea che, sollecitato dalle domande di Fabrizio Campione del comitato scientifico alla guida di MyMentor, ha spronato studenti e studentesse. «Non fatevi influenzare – ha detto – da parenti, amici e social. Puntate sempre a fare ciò che desiderate». Secondo il fondatore di Banca Più e di Nobis Assicurazioni, solo per citare alcune delle sue attività di successo, la cosa più importante per un manager è «dare l’esempio, dimostrare coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa». «Cosa valuto in una persona? La sua voglia di emergere, il suo voler essere di esempio per gli altri». Su quanto sia importante oggi la tecnologia: «È importante, ma deve essere al servizio del fuoco del fare, altrimenti non serve a niente».
Secondo i dati forniti da Fabrizio Capocasale tra gli iniziatori di MyMentor, partito nel 2015 con i primi 5 studenti coinvolti, il progetto è arrivato dopo undici edizioni a contare 816 coppie mentor – mentee. «Da un lato i mentor hanno dimostrato che la leadership passa anche attraverso la restituzione – ha rimarcato la professoressa Franca Cantoni dal tavolo dei relatori – mentre i mentee si sono messi a disposizione, accettando la sfida». «MyMentor – ha aggiunto la professoressa Roberta Virtuani – non è solo orientamento professionale, ma un acceleratore di crescita personale».
«Un progetto fiore all’occhiello di Università Cattolica che fa scuola a livello nazionale» ha sottolineato il direttore della sede di Piacenza Cremona Angelo Manfredini. «Un programma di cui trae beneficio l’intero ateneo e non solo lo studente» secondo il professor Claudio Soregaroli, in rappresentanza del corpo docenti. «Una delle più importanti esperienze che i nostri studenti fanno – ha aggiunto il professor Francesco Timpano – perché non si limita al semplice vado in azienda, ma offre opportunità per instaurare relazioni vere, tra mentor e studenti».
Spazio ai protagonisti come Leonardo Dioli, laureando magistrale in Banking & Consulting secondo cui «MyMentor è prima di tutto una palestra di vita in cui mi è stato concesso di sbagliare». Per il manager Costantino Gentile (Oleificio Zucchi) mentor da otto edizioni, «il rapporto con i ragazzi ci offre l’opportunità di fermarci ad analizzare in che modo utilizziamo il nostro tempo».
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