Una nuova struttura moderna, e allo stesso tempo conservare l’arcata del manufatto precedente, trasformandola in un belvedere, testimonianza della strada che fu. Queste sarebbero le intenzioni dei sindaci dell’Unione Montana dopo il crollo del Ponte Lenzino. Un progetto che contrasta con quanto deciso da Anas e contro cui cittadini e amministrazioni hanno manifestato lo scorso 17 aprile. Per questo il comitato nato per portare avanti questa battaglia ha scritto ai ministeri interessati dalla vicenda, tra cui ovviamente il Ministero per i Beni Culturali. Ma la risposta è stata deludente: “Non riteniamo necessario alcun confronto in merito”.
“Una supponenza assurda”, chiosa Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e promotore del movimento contro l’attuale progetto. “Innanzitutto noi abbiamo scritto al Ministero, organo politico, e abbiamo ricevuto risposta dalla Direzione Generale che è un organo tecnico”.
“Questo da l’idea di quanto interessino le persone e i cittadini all’interno dei palazzi romani. Non gliene frega nulla, è una mancanza di democrazia. Non erano obbligati a dire sì, ma il confronto non si nega mai. Io non mi sono mai permesso di dire no a prescindere”.
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