Nuovo scisma nella Chiesa e scomunica ai vescovi lefebvriani, Gian Francesco Tiramani: “Anche oggi servirebbe un mediatore come il piacentino Oddi”.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato in Svizzera quattro nuovi vescovi, nonostante il richiamo di papa Leone XIV a rinunciare a un gesto ritenuto dalla Santa Sede come un atto di natura scismatica, che rischia di segnare una nuova e profonda frattura nei rapporti tra il movimento tradizionalista fondato da Marcel Lefebvre e la Chiesa di Roma. La decisione arriva dopo la lettera inviata dal Pontefice al superiore generale della Fraternità, nella quale aveva chiesto di non procedere con le ordinazioni episcopali.
Il nuovo scisma che coinvolge la Chiesa richiama alla memoria un episodio che ha avuto anche un forte legame con Piacenza. Il 1° luglio 2026, giorno in cui la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi senza il mandato della Santa Sede, ricorreva anche il 25° anniversario della scomparsa del cardinale piacentino Silvio Oddi.
Fu proprio Oddi a seguire da vicino la vicenda che nel 1988 portò al primo scisma della Fraternità fondata da Marcel Lefebvre, quando vennero consacrati quattro vescovi contro la volontà della Chiesa di Roma, dando origine a una delle più gravi fratture della Chiesa cattolica contemporanea.
Il cardinale morfassino – spiega Gian Francesco Tiramani – pur sempre fedele alla Chiesa di Roma, in più occasioni dichiarò di comprendere le ragioni del vescovo francese pur non convivendone le azioni, affermando che Lefebvre aveva agito “guidato da un amore per la Chiesa troppo grande”. Oddi voleva trovare assolutamente una riconciliazione con i tradizionalisti che rifiutavano le conclusioni del Concilio vaticano II e proprio per questo si adoperò con tutte le forze per ricucire lo strappo, dopo la scomunica di papa Giovanni Paolo II.
Fu Papa Benedetto XVI a togliere la scomunica ai 4 vescovi ordinati nel 1988, precisando che non si trattava, però, di riconoscere valore canonico alla Fraternità San Pio X. Il Cardinale Oddi partecipò poi ai funerali di Monsignor Marcel Lefebvre, svoltisi ad Ecône (Svizzera) nel 1991, benedicendone la salma. La sua presenza fu significativa e in tanti è ancora presente il dubbio che alla fine il nunzio apostolico in Svizzera abbia in qualche modo tolto la scomunica al vescovo ribelle. Come Papa Leone, anche Papa Giovanni Paolo II inviò una lettera accorata ai Lefebvriani, il giorno prima della nomina dei 4 vescovi nel 1988, invitandoli a desistere da un atto di scissione forse definitivo.
Con una figura come quella del Cardinale Oddi, che pur non rinunciando alle sue posizioni tradizionaliste è restato fedele a Roma sino all’ultimo, forse non si sarebbe arrivati a questo punto. In particolare grazie alla sua capacità diplomatica ed il suo convinto desiderio di riconciliazione.
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