Ha preso avvio il progetto di recupero e rigenerazione urbana dell’ex convento di Santa Chiara. Quest’oggi, con una cerimonia che ha avuto come ospite il Presidente di Cassa Depositi e Prestiti Giovanni Gorno Tempini, è stata posata la prima pietra che sancisce ufficialmente l’avvio dei lavori nell’ex convento sullo Stradone Farnese, un luogo di straordinario valore storico e architettonico di circa 12mila metri quadrati, di cui 8.500 di area verde, destinato a diventare uno spazio dedicato all’ospitalità, all’inclusione e alla qualità della vita delle future generazioni.
Il recupero dell’ex convento di Santa Chiara, che nasce su impulso della Fondazione di Piacenza e Vigevano, prevede la riconversione degli edifici storici destinati a ospitare una nuova residenza universitaria, che sarà affidata alla società RELIFE, azienda italiana specializzata nella gestione di residenze per studenti, e una nuova struttura che accoglierà un Centro Socio-Riabilitativo Residenziale, dedicato a persone fragili e con disabilità, che sarà gestito dalla cooperativa Unicoop.
Saranno circa 300 i posti a disposizione tra studentato, social housing e servizi socioassistenziali, dando vita a una comunità inclusiva e aperta alla città.
L’intera operazione, che ha un valore di circa 30 milioni di euro, è attuata da iGeneration, fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso promosso e gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat), partecipato da CDP Real Asset SGR, la società immobiliare del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e il Fondo Europeo degli Investimenti, da alcune Fondazioni di origine bancaria tra cui la Fondazione di Piacenza e Vigevano, casse di previdenza e istituti bancari. agli apporti sopra indicati si aggiunge, a completamento dell’aspetto finanziario dell’intervento, il mutuo concesso da Banca di Piacenza.
“L’intervento di Santa Chiara testimonia come la rigenerazione urbana possa diventare un potente motore di crescita, inclusione e valorizzazione dei territori. Il progetto integra accoglienza universitaria, servizi per le persone più vulnerabili e recupero di un bene storico di grande valore per la comunità piacentina. È questa la direzione nella quale il Gruppo CDP, anche attraverso l’impegno di CDP Real Asset SGR, intende proseguire: sostenere lo sviluppo di soluzioni abitative accessibili e di qualità, accompagnare la crescita del mercato dell’housing sociale e dello student housing e promuovere investimenti capaci di generare benefici duraturi per le comunità locali. Un risultato reso possibile anche grazie alla proficua collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, con tutti i partner coinvolti nell’iniziativa e nel Fondo”.
“La posa della prima pietra rappresenta un momento di grande valore simbolico e concreto per la nostra comunità. Con il recupero dell’ex convento di Santa Chiara prende finalmente avvio un progetto che la Fondazione ha fortemente voluto e sostenuto, con l’obiettivo di restituire alla città una porzione importante del centro storico, oltre che un luogo di straordinaria importanza identitaria. Santa Chiara non sarà soltanto un intervento di rigenerazione architettonica, ma un laboratorio di inclusione e innovazione sociale: uno spazio aperto ai giovani, grazie alle nuove residenze universitarie, e al tempo stesso dedicato all’accoglienza e alla cura delle persone più fragili. È un progetto che guarda al futuro, mettendo al centro la qualità della vita, la coesione sociale e la valorizzazione del patrimonio culturale. È significativo che il primo atto di questo percorso si compia con l’avvio dei lavori di uno spazio pubblico, il nostro auditorium a cielo aperto, di cui potrà fruire tutta la cittadinanza, per generare opportunità, relazioni e benessere. Oggi compiamo un passo decisivo verso la realizzazione di questa visione, che ha richiesto un impegno duraturo, tenacia e spirito di collaborazione. Per questo ringrazio le istituzioni, i professionisti, gli investitori e tutti i soggetti che hanno contribuito a rendere possibile l’approdo alla fase esecutiva dell’intervento”.
“Con la posa della prima pietra, si dà avvio a un percorso che non solo restituisce alla nostra comunità un patrimonio storico, architettonico e culturale di straordinario valore, ma contribuisce in misura determinante a promuovere e consolidare l’identità di Piacenza come Città delle Università, incrementando i servizi e l’accoglienza di qualità a favore di una popolazione studentesca in crescita costante, in particolar modo sotto il profilo della provenienza fuori sede e dall’estero. Nel contempo, l’integrazione con la dimensione inclusiva del sostegno alle persone più vulnerabili, volta a dare risposte concrete a un tema prioritario qual è il dopo di noi, fa di questo intervento di rigenerazione urbana un modello di innovazione sociale per il quale ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano e tutti i partner che hanno creduto in questo progetto così importante per il futuro del nostro territorio”.
“Gli investimenti più lungimiranti sono quelli capaci di rispondere alla sfida dell’abitare per le nuove generazioni, offrendo soluzioni abitative accessibili e di qualità. Per questa ragione siamo orgogliosi di dare il via ai lavori nell’ex convento di Santa Chiara attraverso il fondo iGeneration. Questo complesso ha vissuto molte vite, da monastero francescano nell’XI secolo, a luogo destinato all’accoglienza di religiose e donne in difficoltà nel 1845, fino all’insediamento un secolo dopo dei Padri Saveriani. Presto questo luogo pieno di storia potrà accogliere studenti universitari, rispondendo alla carenza di posti letto in città. Il progetto di Piacenza valorizza il patrimonio storico cittadino e dimostra come la sinergia tra istituzioni e capitali pazienti possa generare un modello di partnership pubblico-privata virtuoso, replicabile e fortemente orientato al futuro dei giovani universitari”.
“L’Arena Santa Chiara vuole essere il nuovo punto di incontro e congiunzione tra memoria storica, ricerca e innovazione, prospettive e diversità, generando quindi uno spazio vivo, aperto e capace di accogliere nuove forme di partecipazione, culturale e sociale. Il progetto, quindi non è descrivibile e sintetizzabile solo attraverso un atto architettonico, ma diventa modello attivatore di un inedito e perpetuo dialogo tra le tracce storiche riscoperte e il bisogno, sempre più in evoluzione, di costruire nuove identità. L’Arena Santa Chiara è un luogo flessibile, pensato per adattarsi a molteplici domande, che vuole restituire alla città un ambiente inclusivo, dedicato all’incontro, alla cultura e alla condivisione. Uno spazio ipogeo accessibile a tutti e adattabile ad una moltitudine di funzioni”.
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