Attualità

Pale eoliche, affollato incontro pubblico a Ferriere. Sponda col comune di Santo Stefano: “Il Crociglia non si tocca”

Incontro pubblico ieri a Ferriere, per dire no alle pale eoliche che potrebbero essere installate sul Monte Crociglia. Era presente anche il ministro Tommaso Foti e la senatrice Elena Murelli.

Una presenza numerosa che ha dimostrato quanto il tema sia sentito dalla collettività.

Sempre sarò a fianco di Ferriere e del territorio piacentino, l’ho ribadito oggi all’assemblea pubblica a Ferriere, dove una grande partecipazione ha dimostrato quanto questo territorio sia unito e determinato nel dire no al progetto del parco eolico sul Monte Crociglia“, commenta il sindaco di Ferriere, Carlotta Opizzi.

Non è una battaglia contro le energie rinnovabili, ma una richiesta chiara di rispetto per l’ambiente, il paesaggio e l’identità della nostra montagna. Il Crociglia è un patrimonio naturale, storico e comunitario che va tutelato: il Crociglia non si tocca. Ho ascoltato le preoccupazioni di cittadini, amministratori e associazioni locali. La transizione energetica non può essere imposta dall’alto né può cancellare territori che meritano protezione“.

Era presente anche una rappresentanza dell’amministrazione di Santo Stefano d’Aveto, nella persona di Mattia Crucioli, vicesindaco.

Anche le ricadute sociali ed economiche per il territorio sono state incredibilmente sottostimate. Noi abbiamo alcuni che ci parlano del progresso, dei problemi economici, spopolamento, mancanza di lavoro, quindi dicono questa è un’opportunità, è un treno che va preso perché comunque porta lavoro, porta indotto. E questo è un argomento serio, è un argomento vero. Ma se uno va a leggere, intanto scopre che è previsto un campo base, un baraccamento dove tutti gli operai dormiranno, mangeranno e quindi l’indotto promesso anche dal punto di vista economico di chi utilizzerà i ristoranti piuttosto che le attività commerciali della valle probabilmente non ci sarà“.

Poi non c’è un rigo di vincolo della società rispetto alle maestranze. Dicono che potrebbero assumere aziende locali, gente locale, ma di vincoli non ce n’è. Così come gli indennizzi: io ho avuto l’impressione che questi pensino che abbiamo l’anello al naso. Hanno mantenuto una mancanza completa di contatti con le amministrazioni“.

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