Non si fermano le iniziative di informazione e approfondimento sul progetto di impianto eolico che una società privata ha presentato al Ministero dell’Ambiente per l’installazione di sette aerogeneratori, alti circa 180 metri, sul Monte Crociglia.
Mercoledì 11 febbraio, alla presenza dei Sindaci di Ferriere e Farini, si è svolto un partecipato incontro pubblico a Farini, promosso dal gruppo di coordinamento territoriale. Durante la serata sono stati analizzati diversi aspetti del progetto, confermando dubbi, criticità e carenze documentali che, secondo quanto emerso, mettono in discussione l’idoneità dell’area individuata.
Tra gli interventi più significativi, quello di Daniel Uboldi, che ha approfondito il tema della reale ventosità del sito.
È stato contestato l’utilizzo dell’anemometro e del modello software impiegato dal proponente, ritenuti non adeguati a descrivere un contesto orografico complesso come quello del Monte Crociglia, caratterizzato da vento turbolento e disomogeneo.
Uboldi ha inoltre depositato al Ministero un’integrazione alla propria relazione tecnica, basata sull’analisi dei dati reali rilevati negli ultimi cinque anni dalla stazione meteorologica installata presso il Rifugio GAEP. I dati storici esaminati confermerebbero l’assenza della ventosità dichiarata dalla società proponente, rendendo irraggiungibili le stime di produttività indicate nel progetto.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti geologici e idrologici.
Per l’installazione di aerogeneratori di tale dimensione sono previsti basamenti in calcestruzzo di oltre 25 metri di diametro e profondità che possono arrivare fino a 30 metri.
È stato evidenziato come l’area del Crociglia sia ricca di sorgenti naturali che alimentano diverse realtà del territorio, tra cui il Rifugio GAEP “Vincenzo Stoto” e l’abitato di Gambaro, oltre a contribuire all’alimentazione del fiume Nure e dell’intera vallata. L’intervento potrebbe comportare alterazioni del delicato equilibrio idrogeologico, con possibili deviazioni o compromissioni delle falde.
Senza trascurare le problematiche geologiche legate ad un territorio in cui sono presenti diverse frane attive.
Secondo quanto emerso nel dibattito, il progetto presenterebbe carenze nelle analisi locali di dettaglio:
Il timore condiviso è che si tratti di un progetto “calato dall’alto”, che occupa un’area di elevato valore naturalistico, paesaggistico e turistico, con possibili ricadute sulla fruizione dei crinali, sulla fauna e sull’avifauna, oltre all’impatto acustico e luminoso derivante dalle turbine e dai cantieri pluriennali.
È stato ribadito come l’interesse prevalente sia la tutela del paesaggio e dell’identità dei luoghi. Senza condizioni tecniche idonee — prima fra tutte la reale presenza di vento sufficiente — non sussistono le basi per un impianto di questo tipo.
Durante la serata si è ricordato come la transizione energetica sia un obiettivo condiviso, ma che debba essere perseguita attraverso soluzioni compatibili con il territorio, come le Comunità Energetiche Rinnovabili già attive in altre aree dell’Appennino.
È stato inoltre suggerito ai Sindaci di attivare un confronto diretto con i tecnici del Ministero dell’Ambiente per rappresentare formalmente le criticità emerse.
L’appello: trasformare le firme in osservazioni
Il punto centrale dell’incontro è stato l’invito ad attivarsi nella fase delle osservazioni, attualmente aperta sul portale del Ministero fino al 21 febbraio.
Se la petizione online promossa dal Sindaco Carlotta Opizzi ha superato le 11.300 firme, le osservazioni formalmente depositate sul sito ministeriale risultano ad oggi soltanto 77.
Ogni cittadino può presentare la propria osservazione accedendo con SPID al portale ministeriale: https://sso.mase.gov.it/ssoservice/XUI/#login/
Non è necessario essere tecnici: è fondamentale far arrivare al Ministero la voce della comunità, spiegando cosa rappresentano questi crinali e perché si ritiene l’area non idonea.
CAI, GAEP e Guide Escursionistiche si sono attivati per supportare soci e cittadini nella procedura di invio.
Il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni è il 21 febbraio.
Si invita a non attendere gli ultimi giorni per evitare possibili difficoltà tecniche legate all’accesso al portale.
La convinzione emersa con forza dall’incontro di Farini è chiara: i tecnici ministeriali non conoscono il territorio come chi lo vive ogni giorno. Spetta alla comunità raccontarlo, documentarlo e difenderlo con strumenti concreti.
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