Pasti scolastici a Piacenza in primavera si cambia, gruppo di Genitori: “Menù impoverito, siamo amareggiati”. L’Ausl ha comunicato che ci sarà una revisione del menù dalla primavera 2024. Nei mesi scorsi sul tema era stato proposto un sondaggio.
Il sondaggio – commenta a Radio Sound Francesca Lungi del Gruppo “Genitori per un menù sano – ci ha sempre lasciato perplessi. In particolare perché sembrava che la decisione venisse presa sulle preferenze di alcuni genitori che non hanno la competenza in materia di educazione alimentare. Poi il problema è che questo sondaggio non è stato fatto in tutti gli istituti. I nidi sono stati esclusi come alcune scuole. E’ arrivato solo alle Elementari dove il problema dello spreco era più sentito.
Sì. Inoltre lascia un po’ il tempo che trova. In materia di educazione alimentare, un tema molto importante, dovrebbero decidere gli esperti e non sulla base di preferenze.
Siamo rimasti molto amareggiati. In particolare perché la scuola per noi è un luogo molto importante in generale, quindi anche per l’educazione alimentare. I bimbi si imitano tra di loro, quindi se vengono proposti dei piatti che a casa non mangiano sono più propensi ad assaggiare scoprendo nuovi sapori, quindi quali alimenti vengono introdotti più facilmente. E’ chiaro che all’inizio non è una cosa semplice.
I risultati di una ricerca hanno indicato un rilevante livello di scarti di mensa, soprattutto per determinate preparazioni che hanno quindi fornito un riscontro negativo in quanto a gradimento. E’ un cane che si morde la cosa – aggiunge Francesca Lungi. Il tema dello spreco è importante. Noi avevamo proposto diverse soluzioni, come tenere gli stessi alimenti cambiando la preparazione dei piatti. Oppure di fare una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco coinvolgendo i genitori e di organizzare incontri sul tema dell’educazione alimentare. Il fatto di cambiare il menù tenendo gli ingredienti preferiti, risolve il problema dello spreco subito però poi il problema sul tema dell’edizione alimentare viene comunque lasciato a data da destinarsi. Questo non va bene.
Dall’Ausl assicurano che i nuovi menù saranno redatti rispettando i criteri forniti dalle recentemente aggiornate Linee guida regionali. Secondo noi comunque è un menù impoverito, rispetto a quello precedente. Per esempio i legumi, che nella dieta mediterranea dovrebbero essere proposti quotidianamente, vengono dati solo una volta alla settimana. Alcune verdure meno gradite sono state tolte.
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