Pur essendo stato penalizzato dall’andamento oscillante dell’emergenza sanitaria ancora in atto, il 2021 è stato per l’Italia l’anno della crescita record. Una crescita, dati alla mano, trainata soprattutto dalle micro, piccole e medie imprese artigiane, che grazie alla loro “duttilità” hanno permesso al sistema produttivo di adeguarsi con maggiore rapidità alle nuove esigenze e ai ritmi incalzanti della ripartenza.
E proprio in questo scenario macroeconomico, le piccole e medie imprese artigiane hanno fatto segnare, nel 2021, una performance estremamente confortante nell’andamento dell’occupazione, cresciuta dell’1,9% rispetto al 2020.
“Il dato nazionale rilevato dal’Osservatorio lavoro del Centro Studi CNA – precisa il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza – ricalca quello relativo alla nostra provincia, in cui la crescita occupazionale ha sfiorato, lo scorso anno, il 2%. Un dato estremamente positivo frutto soprattutto del significativo aumento del turn over tra vecchie e nuove posizioni lavorative. Per poter fronteggiare il notevole aumento degli ordinativi molte imprese hanno aumentato i loro organici, tanto che il tasso di assunzione è salito del 2,7% contro il 2,1% del 2020. E’ aumentato, di conseguenza, anche il tasso di cessazione dei rapporti di lavoro, passato dal 2,2% al 2,6%, un dato che dimostra lo sblocco del mercato del lavoro, la riattivazione dell’avvicendamento dei contratti ma anche un più contenuto ricorso agli ammortizzatori sociali, fortunatamente calati nel 2021. Nonostante questi dati positivi del 2021, c’è però forte preoccupazione per l’anno in corso, per l’aumento generalizzato dei costi che sicuramente avranno ricadute negative su tutto il sistema produttivo”.
Ma se il 2021 passa agli archivi con dati di crescita e occupazionali positivi, CNA mette la lente d’ingrandimento sull’attuale situazione che sta penalizzando le imprese italiane.
“La ripresa che nel 2021 aveva sostenuto la crescita del PIL, e che sembrava poter continuare anche quest’anno – commenta il Presidente provinciale di CNA, Giovanni Rivaroli – pare avere la strada sbarrata da alcuni problemi che nessuno pochi mesi fa sembrava in grado di preventivare. Mi riferisco soprattutto all’impennata dei costi energetici, che in Italia hanno segnato picchi maggiori di altri Paesi europei, alla crescita continua del costo della materie prime ma anche alla difficoltà di reperire personale tecnico specializzato. Problemi che le nostre piccole e micro imprese non possono affrontare da sole, e che richiedono un intervento tempestivo e deciso da parte del Governo, dato che le misure provvisorie e i sostegni economici adottati finora sembrano essere insufficienti”.
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