“Apprendiamo con sgomento che domani 15 maggio, alle 17, la libreria Romagnosi ospiterà un incontro dal titolo ‘Fact-checking su Israele’, ospitando il presunto giornalista Nathan Greppi”. Inizia così la nota firmata da Potere al Popolo!, Partito della Rifondazione comunista, USB ,Collettivo 26x1Una voce per Gaza.
Leggendo la descrizione dell’evento pubblicata da alcune testate, si individua subito l’intento negazionista della presentazione: non si tratta infatti di continuare a raccontare, come anche a Piacenza si è fatto in numerose iniziative moltiplicatesi negli ultimi due anni, del genocidio in corso a Gaza (e ora in espansione verso il Libano), con oltre 70000 vittime attestate solo negli ultimi due anni, bombardamenti di scuole e ospedali, impedimento dell’accesso di cibo e medicinali. Si tratta invece di confondere le acque fingendo che Israele sia davvero una ‘democrazia’ in Medio-Oriente, finita per sbaglio nel mirino della propaganda di comunisti e attivisti dei centri sociali.
Dissolviamo subito qualsiasi dubbio: Israele per sua stessa dichiarazione non è uno stato di diritto, ma uno stato basato sull’etnia ed evidentemente sull’occupazione dei territori e il genocidio degli altri popoli. Proprio domani, 15 maggio, si ricorda l’anniversario della Nakba, che nel 1948 portò all’espulsione di circa 700.000 palestinesi dalle proprie terre, a seguito dell’occupazione israeliana.
Israele è un progetto di apartheid che si basa sul razzismo e sulla noncuranza del diritto internazionale, come dimostrano i continui attacchi alle missioni della Global Sumud Flottilla, convogli internazionali che da anni tentano di rompere l’assedio in corso in Palestina portando aiuti umanitari.
Chi vive a Piacenza, come in tantissime altre città in Italia e nel mondo, ha dimostrato più volte, in piazza e in numerose iniziative, di volere la fine di questo genocidio e l’opposizione a politiche xenofobe e fasciste come quelle promosse da Israele. Come gruppo di persone che si sono mobilitate per la Palestina, anche in appartenenza a gruppi politici e associativi, chiediamo che la libreria Romagnosi annulli il vergognoso evento previsto per domani e chiediamo all’amministrazione, che almeno a parole si è dimostrata partecipe della lotta per la Palestina libera, di intervenire in tal senso.
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