Hanno patteggiato i complici di Giancarlo Miserotti, le cinque persone che lo supportavano nella produzione di denaro falso. Parliamo dell’operazione “Painkiller”, conclusa nel novembre 2023.
Un’operazione che gettò luce su una rete criminosa apparentemente incentrata intorno alla figura di Miserotti, 51enne piacentino con precedenti per falsificazione di moneta, specialità che lo aveva portato in passato addirittura a essere protagonista di un servizio delle Iene, su Italia Uno.
In sostanza, secondo l’accusa, Miserotti per diverso tempo avrebbe portato avanti due filoni criminali. Da una parte falsificava banconote, dall’altra esportava Fentanyl negli Stati Uniti. Le novità inerenti a questo caso riguardano la falsificazione di banconote. Se Miserotti gestiva il traffico di droga in solitaria, per la falsificazione di moneta aveva allestito una vera e propria squadra.
Con lui “lavoravano”, la compagna di origini ucraine, la figlia della donna, due uomini anche loro di origini ucraine e un uomo italiano. A loro si aggiungeva un uomo rumeno, conosciuto anche lui sul dark web, che si limitava a dare una mano a distanza. Il soggetto rumeno è l’unico che non deve rispondere di associazione a delinquere: per lui sussiste solo il reato di ricettazione.
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