Referendum consultivo, la giunta approva le modifiche al regolamento

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La Giunta comunale ha approvato le modifiche da apportare al testo del vigente regolamento comunale per la disciplina del referendum consultivo. La giunta sottoporrà ora la proposta al Consiglio comunale per la definitiva approvazione ed entrata in vigore.

Le modifiche approvate si sono rese necessarie per armonizzare il Regolamento comunale in vigore dal 1998, e successivamente modificato nel 2001, allo Statuto comunale. Statuto che è stato successivamente modificato con altre 3 deliberazioni consiliari nel 2017 e 2019.

Il Comitato dei Garanti, nominato a norma di regolamento dall’Amministrazione in data 14 gennaio, ha rilevato in particolare, come risulta dal verbale n. 3 del 23 maggio 2019, una “incompatibilità in materia di Istituti della Partecipazione”.

“In ottemperanza alla richiesta di cui sopra i Servizi al Cittadino dell’Amministrazione hanno predisposto apposito documento dal quale risultano le modifiche da apportare”. E’ quanto si legge nell’atto licenziato dalla Giunta.

Il nuovo testo

Il nuovo testo apporta alcuni aggiornamenti normativi in merito all’ammissibilità della richiesta di referendum. Ma anche alla raccolta e autenticazione delle sottoscrizioni e ai titolari del diritto di partecipazione al referendum. Il testo, secondo la nuova stesura, prevede possano promuovere e votare al referendum “i cittadini iscritti alle liste elettorali del Comune di Piacenza, i cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età residenti nel Comune di Piacenza. Ma anche i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti non residenti nel Comune che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che esercitino nel Comune la propria attività prevalente di lavoro e studio”.

Il regolamento segue ora il suo iter, approdando nell’aula del Consiglio comunale per la necessaria approvazione.

“Ringraziamo il Comitato dei Garanti e gli uffici – commenta la Giunta Barbieri – per l’intenso lavoro che ha permesso di confezionare una proposta che risponde pienamente alle prescrizioni dello Statuto comunale e delle leggi dello Stato. In questo modo si potrà licenziare un testo che garantirà in pieno i promotori, i sottoscrittori e gli elettori dei prossimi quesiti referendari consultivi, senza il rischio di interpretazioni di legge o ricorsi che minerebbero l’efficacia dello stesso strumento di partecipazione diretta”.