La provincia di Piacenza in controtendenza rispetto al trend nazionale: nella nostra provincia, infatti, il referendum sulla Giustizia ha visto la vittoria del SI. Nella nostra provincia, infatti, il Sì ha vinto con il 56,16% contro il 43,84% dei voti attribuiti al No.
Il territorio piacentino si esprime in modo complessivamente favorevole al Sì nel referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026, con una tendenza abbastanza omogenea nei comuni, ma con differenze significative tra aree urbane e zone montane.
Dai dati dei singoli comuni emerge infatti una prevalenza netta del Sì in quasi tutto il territorio, con percentuali che nella maggior parte dei casi superano il 60%. A fare eccezione è soprattutto il capoluogo, dove il risultato appare molto più equilibrato.
Nei comuni della provincia il Sì si afferma con margini spesso ampi. A Farini si registra uno dei risultati più netti, con il 73,36%, mentre percentuali molto alte si osservano anche a Besenzone (69,14%), Ferriere (68,63%) e Bettola (66,79%).
Buoni risultati per il Sì anche nella fascia collinare e della Val Tidone: Alta Val Tidone si attesta al 62,16%, Agazzano al 60,45% e Borgonovo al 59,61%.
Valori simili si riscontrano anche in diversi centri della pianura:
Carpaneto Piacentino (65,10%), Castelvetro (60,55%), Podenzano (60,51%) e Alseno (61,79%).
Alcuni centri mostrano invece un quadro più bilanciato. È il caso di Rottofreno, dove il Sì si ferma al 53,73%, e soprattutto di Piacenza città, dove il margine è minimo: 51,26% contro il 48,74% del No.
Anche Cortemaggiore (57,53%) e Rivergaro (57,62%) evidenziano un consenso meno marcato rispetto ad altre realtà della provincia.
È l’Emilia-Romagna la regione dove si è votato di più in Italia al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: alle urne il 66,67% delle cittadine e dei cittadini; in tutte le province l’affluenza supera il 62%, senza eccezioni. Un dato netto, uniforme, che fotografa una partecipazione alta e radicata su tutto il territorio.
Nella provincia di Bologna si registra il dato più alto del Paese, con il 70,26%. Seguono Modena (67,20%), Reggio Emilia (66,86%), Ravenna (66,57%), Forlì-Cesena (66,02%), Parma (64,77%), Rimini (64,04%), Ferrara (63,79%) e Piacenza (62,83%).
“L’affluenza è grande soddisfazione, l’Emilia-Romagna ha sempre fatto della partecipazione democratica una delle sue cifre e ancora una volta si conferma una comunità che non delega, ma che vuole essere protagonista- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Al netto della legittima soddisfazione, che personalmente condivido, di chi si è battuto sul fronte del No, in questa Regione va riconosciuto a entrambi i fronti di aver prodotto un dibattito di merito di gran lunga migliore di quello sviluppatosi a livello nazionale”.
“Va oggettivamente riconosciuto che, per l’ennesima volta, il Popolo italiano ha respinto una riforma costituzionale promossa, sostanzialmente, da una sola parte politica- conclude il presidente-. La mia speranza è che possa essere un monito definitivo e trasversale a tutte le parti politiche affinché i progetti di riforma costituzionale in futuro si possano muovere esclusivamente a larghissima maggioranza, come avvenne 80 anni fa”.
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